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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1842. Er prete

 

Ar momento c’un omo se1 fa pprete
sto prete è un omo ggià ssantificato;
e cquantunque peccassi,2 er zupeccato
vola via com’un grillo da una rete.

 

Er ssanto a cchi pporta le pianete
è ccome er carcerà cchi è ccarcerato,
come scummunicà un scummunicato,
com’er 3 a cquattro ladri: «In quanti sete?».4

 

Certe cose la ggente ricamata
nu le capissce, e ffra nnoantri soli
se ttrovà la verità sfacciata.5

 

Sortanto da noantri stracciaroli
se sa cchi è un prete. La crasse allevata6
pijja sempre li scesci pe ffascioli.7

 

3 aprile 1836

 




1 Si.

2 Peccasse.

3 Come il dire.

4 In quanti siete?

5 Aperta, limpida.

6 La classe elevata.

7 I ceci per fagiuoli.

 

 






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