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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1965. L’aribbartatura der capoccio

 

O er cucchiere imbriaco o mmal pagato
j’abbi vorzuto,1 o nnò, ttirà a la pelle;
o un cavallaccio jje se siimbarzato2
sur timone o fframezzo a le tirelle,

 

er fatt’è cquesto, padron Raffaelle,
c’annanno3 a ffà la grazzia a un ammalato
pe la salita de le Tre Ccannelle
er Bambin d’Arescèli4 ha ribbartato.5

 

La cosa in mmedéma nun è ggnente,
ma a sti tempi che ppoco sce se6 crede
va’ cche impressione possi a la ggente!

 

Ggesú Bbambino, inzomma, fa sto sprego
de miracoli, e llui nun ze tiè7 in piede!
Prima càrita ssíncipi tabbègo.8

 

10 gennaio 1838

 




1 Gli abbia voluto.

2 Gli si sia imbalzato.

3 Che andando.

4 Il Bambino di Ara-Coeli. La fama de’ suoi miracoli chiama questo Bambino a visitare qua e gl’infermi disperati di salute; e ciò accade allorché lo stesso corpo di Cristo nella eucarestia non gli abbia risanati. I Religiosi zoccolanti lo trasportano in cocchio a passo lento.

5 Ciò avvenne il 4 gennaio 1838.

6 Ci si.

7 Non si tiene, non si regge.

8 Prima charitas incipit ab ego: comodo proverbio popolare.

 

 






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