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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1972. La governante der Governatore1

 

Bbrava! evviva la sora Micchelina
co l’armata de tutte le miggnotte!
Facci de grazzia,2 eh lei: dico, stanotte
s’è inzoggnata mai-mai d’esse reggina?3

 

Ma ssa cche jj’ho da ? Ttiengo una bbotte
de me-ne-frego-tanto ggiú in cantina;
e cqui ar commanno mio sciò4 stammatina
’na saccocciata de vatt’-a-fà-fotte.5

 

ir rispetto! je pijja6 ’na tropèa!
E mme fa spesce7 a mmé de Monziggnore
che ccavarca8 sta razza de chinea.

 

Me fate caccià vvia? sai che ddolore!
Tanto9 che ffrutta ppiú la riverea
cuanno che nun è ppiú ggovernatore?10

 

28 gennaio 1838

 




1 Monsignor Ciacchi. Nei versi si fa parlare Paolo, il di lui cocchiere.

2 Faccia grazia.

3 Sarebbesi forse sognata d’essere regina?

4 Ci ho, per semplicemente «ho».

5 Precise parole di Paolo.

6 Gli pigli, per «le pigli, la colpisca, ecc.».

7 Mi fa specie.

8 Cavalca.

9 Perché poi finalmente.

10 Avvisato per la porpora al prossimo concistoro, dell’8 febbraio 1838.

 

 






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