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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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2141. La madre der condannato

 

Ma ddio mio! doppo un mese de spedale,
che ssi ssarvò1 la pelle fu una sorte,
va e sse2 vede serrà ttutte le porte
perché mmanco parlassi3 ar cardinale!

 

Capisco che ssi aggnede4 pe le corte
e ammazzò er codatario,5 fesce male:
chi lo nega? Ma adesso er tribbunale
ha ffatto bbene a ccondannallo a mmorte?

 

Nun aveva da èsse accarcolato6
er brutto aripentajjo de la fame
de quer povero fijjo disperato?

 

Eh! ssi potesse cqua vede7 er zovrano!...
Je voría :8 «Ssò ste ggentacce infame
che jj’hanno messo quer cortello in mano».

 

5 aprile 1846

 




1 Se salvò.

2 Si.

3 Nemmeno parlasse.

4 Se andò.

5 Caudatario.

6 Esser calcolato.

7 Eh, si potesse qua vedere: potesse vedersi, ecc.

8 Gli vorrei dire.

 

 






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