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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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291. La carità de li preti

 

No dde Campo-carleo:1 cuell’è, ssorella,
parrocchia der curato Spadolino.2
Io vorzi Ssan-Lorenzo-in-lucino3
dov’è ccurato er Padre Carbonella.4

 

Ebbè, mme perzi puro una sciafrella5
pe ccurre a bbussà ppresto ar finestrino,6
cuanno a cquella bbonanima de Nino
jer notte je pijjò la raganella.7

 

Tre ora a ffila javerò bbussato!
M’arisponnessi tu che llí nun c’eri?
Accusí m’arispose er zor Curato.

 

E ppoi ridenno me sce disse jjeri,
ch’er zomaro ch’er giorno ha ffaticato
la notte ddormí ssenza penzieri.

 

10 novembre 1831 - De Pepper tosto

 

 




1 Santa Maria in Campo-Carlèo, al foro Traiano.

2 Soprannome di quel curato. È da sapersi che il nominato Spatolino fu un famoso masnadiero, fucilato sotto l’ultima dominazione francese.

3 S. Lorenzo in Lucina, chiesa presso il Corso.

4 Soprannome di quel parroco.

5 Ciabatta.

6 Quel parroco tiene ufficio a pianterreno, al solito, e questo ha una finestrina di molto facile accesso.

7 Suono che rende la gola degli agonizzanti.

 

 






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