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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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341. Santa Luscia de quest’anno

 

Oggi è Ssanta Luscia occhi e ccannele,1


per urbi-e-t-orbi c’è granne allegria.
Le donne che sse chiameno Luscia
oggi vònno magnà zzuccher’e mmèle.

 

Doppo-pranzo2 un pranzo er zor Micchele
pe ddivozzione a sta santa, pe vvia
ch’è stato male de ’na malatia
che ddrent’all’occhi je s’è sparzer fele.3

 

Pare che Iddio quattr’occhi j’abbi fatto
a sta Sant’avocata de li guerci,
si ddua ne porta in fronte e ddua ner piatto;

 

e sti dua che jjavanzeno li smerci,
ché accusí c’è a la Chiavica er ritratto,
cusí a la Tinta, a li Gginnasi e in Zerci.4

 

 13 gennaio 1832 - De Pepper tosto

 

 




1 Santa Luscia occhi e cannele è un espressione di maraviglia, con che si rimprovera chi non abbia veduto alcuna cosa patente.

2 Le ore dopo il mezzodì fino al tramontare del sole sono detto il doppo-pranzo, senza aver poi assolutamente riguardo al pranzare. Così la parte illuminata del giorno si divide a Roma in mattina e dopo-pranzo.

3 Spargimento del fiele per la superficie del corpo.

4 Quattro chiese dedicate in Roma a S. Lucia, cioè S. Lucia della Chiavica, S. L. della Tinta, S. L. de’ Ginnasi e S. L. in Selci.

 

 






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