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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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502. La strada cuperta

 

Chi vvò vvienì da le Cuattro-Funtane
sempre ar cuperto ggiú a Ffuntan-de-Trevi,
entri er porton der Papa, c’arimane
incontr’a Ssan Carlino: poi se bbevi

 

tutto er coritorone de sti grevi
de papalini fijji de puttane:
ggiri er cortile: poi sscegni a li Bbrevi1


sin dove prima se fasceva er pane.

 

Com’è arrivato a la Panettaria,2
trapassi l’arco, eppoi ricali abbasso
e scappi dar porton de Dataria.3

 

E accusí er viaggio finirà a l’arbergo
de li somari che stanno a l’ingrasso
magnanno carta zifferata4 in gergo.

 

Roma, 28 novembre 1832

 




1 Palazzo della Segreteria de’ Brevi pontifici.

2 Panetteria, nome di un luogo del palazzo pontificio del Quirinale.

3 Palazzo della Dateria, che poteva altre volte chiamarsi la miniera papale. Tutte le fabbriche sin qui nominate formano un sol corpo, vastissimo, e unite da interne comunicazioni.

4 Cifrata. Sono gli spedizionieri delle sante Bolle della Chiesa.

 

 






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