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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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538. La momoriosa1

 

Hai ’nteso er bullettone d’Argentina?
Ma nun zo cchi voranno èsse l’alocchi
d’annà a spenne sti quinisci bbaiocchi
pe ssentí a rrescitàna canzoncina.

 

Sfido si sta pivetta2 scindovina
chi ha inventato li sfrizzoli3 e li ggnocchi;
chi è nnato prima, o llovo, o la gallina;
e ssi Ccristo ha ccreato li pidocchi.

 

E ddisce er fijjo mio, c’ha lletto er Tasso
e llantre stampe che sse stampate,
che nnun c’è ppoi da tutto sto chiasso.

 

Perché ste storie e stantre bbuggiarate
che mmette fora lei pe pparé llasso,4
gran bella forza! l’averà imparate.

 

Roma, 3 dicembre 1832 - Der medemo

 




1 Una fanciulla, che nel mese di dicembre 1832 diè saggi di mnemonica nel Teatro di Torre Argentina presso l’antica Curia di Pompeo, dove fu ucciso Giulio Cesare.

2 Fanciulla.

3 Avanzi mezzo abbrustoliti della sugna da cui si estrasse il distrutto. La plebe suole mangiarli avidamente, e ne condisce alcune focacce.

4 La prima carta del giuoco della briscola: translato.

 

 






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