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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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619. Le indiggnità1

 

A la su’ porcareccia era curato:
poi venne a Rroma prete a ’no spedale:
poi passò a ddí l’uffizzio a un burborato,2
e a spórgeje3 la notte l’urinale.

 

Pe cquesto ottenne un ber canonicato
in d’una prima cchiesa patriarcale:
poi salí per impeggni a un vescovato;
e mmó er Papa lo sputa cardinale.4

 

E a ’ggnimpiego de tutta sta sfilata,5
chi jj’ha ttienuto l’occhi addosso ha ddetto
che ha mmutato ognisempre camminata.

 

Prima annava ar galoppo, po’ ar passetto,
po’ a ccianche6 larghe e a vvita sderenata;7
e mmó ppare che bballi er minuetto.

 

Roma, 16 dicembre 1832 - Der medemo

 




1 Le dignità.

2 Porporato: si sa che cosa è la burbera.

3 Sporgergli.

4 Dal pubblicare che fa il pontefice i cardinali già riservati in petto, è nata in Roma la fase di fare un cardinale, allorché si sputa sangue.

5 Serie.

6 Gambe.

7 Sderenato dicesi di chi camminando si tien male sulle reni, sulla vita.

 

 






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