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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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724. Er ciurlo1

 

Sbozza2 pissciona, che cco cquer scuffiotto
me pari un mostacciolo de Subbiaco,3
cosa te vai sciarlanno co Cciriàco
ch’io stammatina ccotto e stracotto?(1)

 

Pe un po’ de bbrillo(1) e ttrillo(1) e ddallegrotto
te la potría passà, mma nnò ubbriaco.
Senti l’erre:4 io de mme ne stracaco,
e strafrego, e strabbuggero, e strafotto.

 

Vòi ’n’antra prova tu cche nnun è vvero
ch’io sii sporpato?(1) io sciò la provatura5
d’un bon cavicchio da slargatte er zero.6

 

, nnò, ciumàca,7 nun avé ppavura:
pe tté ppuro un’armata è un monistero.
La tu’ schifenzaría te fa ssicura.

 

Roma, 11 gennaio 1833

 




1 Tutti sinonimi di ubbriaco, ne’ vari gradi dell’ebrietà. Veggasi da questa abbondanza quanto debba essere in onore il vocabolo principale.

2 Donna piccola e sconcia.

3 Terra del distretto di Roma, all’est di Tivoli, sul confine di quel di Napoli, nota pel famoso speco di S. Benedetto. I mostaccioli che vi si fanno, assai graditi in Roma, sono di forma romboidale e intonacati di uno smalto bianco di zucchero, tagliato a zone parallele di foglia d’oro.

4 Una della prove dell’ebrietà è il non poter pronunciar netta la lettera r.

5 Formaggio tenero di latte vaccino o bufalino. In Roma dicesi talvolta per via di scherzo invece di prova.

6 Son gagliardo fino a poterti, ecc.

7 Bella mia, mia cara, ecc.

 

 






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