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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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751. Er prete

 

Jeri venne da ddon Benedetto
pe ffamme1 arinnaccià cquattro pianete;
e vedenno un riarzo drentar letto,
me disse: «Sposa,2 cqua cche cce tienete?

 

Io jarispose che cciavevo er prete3
pe nnun stamme4 a addoprà llo scallaletto;
e llui sce partí5 allora: «Eh, ssi6 vvolete,
pprete io puro»: e cqua fesce l’occhietto.

 

Capite, er zor pretino d’ottantanni
che stommicuccio aveva e cche ccusscenza
cor zubbraghiere e cco li su’ malanni?

 

Ma ssai che jje diss’io? «Sora schifenza,
che ccercate? La freggna che vve scanni?
Io non faccio peccato e ppinitenza».

 

Rona, 15 gennaio 1833

 




1 Farmi.

2 Pronunciata con la o chiusa.

3 Utensile di legno, mercé il quale si sospende un caldanino fra le coltri del letto.

4 Starmi.

5 Partirci vale quasi: «prendersi una libertà di dire o di fare»; e simile verbo si pronuncia con un tal suono di ironia.

6 Se.

 

 






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