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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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754. Santa Rosa

 

O llima,1 o rraspa, de sei anni o ssette
santa Rosa era sciuca2 e annava a scola,
e ffascenno3 la cacca a la ssediola
tirava ggiú mmiracoli a ccarrette.

 

Ecchete un temporale! Le saette
fioccheno che cce la bbavarola:4
cuanto scrocchia, per dio, ’na castaggnola5
dove lei lavorava le solette.6

 

Che ffa llei! stenne un braccio piano piano,
e, ccome fussi un tacco o uno spunterbo,7
striggne e ttacchiappa la saetta in mano.

 

Si8 era un’antra,9 meritava er nerbo;
ma llei co Ddio ciaveva er soprammano10
santa Rosa de Lima de Viterbo.11

 

Roma, 15 gennaio 1833

 




1 Equivoco fra lima e Lima.

2 Ciuca: piccina.

3 Facendo.

4 Ci vuole la bavarola: dicesi quando si mangiano frutta molto succose, le quali grondano d’ogni parte.

5 Saetta.

6 Qui per piante delle calze.

7 Listello di cuoio, che si ricuce attorno alle scarpe rotte, fra il tomaio e la suola.

8 Se.

9 Altra.

10 Ci aveva credito: n’era bene veduta: n’aveva autorità di favore. ecc.

11 Altro equivoco, che di due cognite Sante Rose ne fa una sola.

 

 






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