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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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782. La luna

 

Tutto dipenne1 da la luna ar Monno,
cuanno è in frusso e rifrusso co le stelle.
Sempre, tra er primo cuarto e ttrar ziconno
l’acqua in celo sce sta tra ppelle e ppelle.

 

Si2 ppoi vedete la luna in ner tonno3
e le nuvole fatte a pecorelle,4
potete puro5 , Mmastro Rimonno,6
ch’er tempo vojji piove a ccatinelle.

 

Tutte ste cose me l’ha ddette Antonio,
perché er padrone suo tiè ddustrumenti,
chiamati, uno er Tremò,7 llantro er Baronio.8

 

Disce che cquelli dicheno9 li venti
er callo, er freddo, la neve, er demonio,
e ttutte l’antre sorte d’accidenti.

 

Roma, 18 gennaio 1833

 




1 Dipende.

2 Se.

3 Luna piena.

4 Nuvole minutissime e sparse ugualmente per tutta atmosfera, come le macchie di un cavallo stornello. Celo a pecorelle, acqua a ccatinelle.

5 Pure.

6 Raimondo.

7 Termometro.

8 Barometro.

9 Indicano, predicono.

 

 






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