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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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797. Le figurante

 

Che angeli che ssò!1 cche pputtanelle!
oh bbenemío che bbrodo de pollanche!
Je metterebbe2 addosso un par de bbranche
da nun fajje restà mmanco la pelle.

 

A vvedelle arimòvese,3 a vvedelle
co cquelli belli trilli de le scianche4
tremajje5 in petto duzinnette bbianche
come ggiuncate drento a le froscelle!6

 

Che mmodo de guardà! cche occhiate ladre!
vvedo c’ha rraggione er prelatino
che ha mmannato a ffà fotte7 er Zanto-Padre:

 

e bbuttanno8 la scorza9 e ’r collarino,
d’accordo co la fijja e cco la madre
cià10 ffatto er madrimonio gran-destino.11

 

Roma, 20 gennaio 1833

 




1 Sono.

2 Gli metterei: metterei loro.

3 Rimoversi, agitarsi della persona.

4 Gambe.

5 Tremargli: tremar loro.

6 Fiscelle.

7 Ha abbandonato.

8 Buttando.

9 La divisa.

10 Ci ha.

11 Clandestino.

 

 






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