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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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834. Le dimanne1 indiggestive

 

Pe strappacce2 le penne co la pelle
ciaspetteno3 cor vischio a ttutte l’ora:
sce4 fanno la cappiola scurritora5
a uso de rondoni e rrondinelle.

 

Tutte le smorfie e le parole bbelle,
e cquella bbocca a rriso ch’innamora,
tutte appostatamente6 escheno fora
pe ttiracce7 dar corpo le bbudelle.

 

Tienete er fiato a vvoi cuanno li neri
ve spasseggeno8 intorno a ttorme a ttorme:
pijjate in mano lo spassapenzieri.

 

Voi lo sapete, fijji, che cconforme
cuer ch’io ve dico 9 li fatti veri:
epperò ccarta canta e vvillan dorme.10

 

Roma, 27 gennaio 1833

 




1 Dimande.

2 Strapparci.

3 Ci aspettano.

4 Ce.

5 Cappio corsoio all’estremità di un lungo filo di seta cruda, raccomandato in cima a una alta canna, con che i fanciulli dànno la caccia alle rondini.

6 Apposta.

7 Tirarci.

8 Passeggiano.

9 Sono.

10 Proverbio.

 

 






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