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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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900. Er madrimonio disgrazziato

 

, intavola! Tra Ggaspero e Pprezziosa
er madrimonio è bbell’e intavolato.
Ma cche vvòi che tte dichi? Mo una cosa,
mo un’antra, è stato sempre arispostato.1

 

Voleveno sposà ppe Ppascua-rosa,2
e cce fu cquella picca der Curato.
Doppo, venne la roggna de la sposa:
doppo lo sposo aggnéde3 carcerato:

 

ss’è incajjato er punto4 de la dote,
ch’inzinenta5 ch’er Papa nun ritorna
sta indemoniata,6 e nnun ze ariscote.7

 

Cuest’è la cuarta vorta che sse storna.
Già, madrimoni! Hai tempo uggne8 le rote,
sempre er diavolo scentra co le corna.

 

Roma, 15 febbraio 1833

 




1 Differito.

2 Pentecoste.

3 Andò.

4 L’articolo, l’affare.

5 Sino.

6 Indemaniata. Allude al Demanio della dominazione napoleonica.

7 Riscuotere.

8 Ungere.

 

 






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