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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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903. L’Angeli ribbelli

Sonetti 2

 

Appena un angelaccio de li neri
pijjò l’impunità, ssarva la vita,
Iddio chiamò a l’appello una partita
de Troni, Potestà e Ccherubbiggneri.1

 

E ttratanto fu ssubbito imbannita2
’na Legge3 contr’all’osti e llocannieri
che ttienessino4 in casa forastieri
senz’avvisà la Pulizzia pulita.

 

Poi San MicchelArcangelo a ccavallo
de gran galoppo, a uso der Croscifero,
uscì cco uno Stennardo bbianch’e ggiallo.

 

E ddoppo er zono d’un tammurro e un pifero,
lesse steditto: «Iddio condanna ar callo5
l’angeli neri e ’r Capitan Luscifero».

 

Roma, 16 febbraio 1833

 




1 Così sono volgarmente chiamati i Carabinieri, milizia della Polizia.

2 Bandita.

3 Pronunciata con entrambe le e aperte.

4 Tenessero.

5 Caldo.

 

 






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