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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1187. Er Castoro

 

L’animali ssotto a cquer tettino
immezz’a la piazzett’a Mmonte-doro1


fasceveno vedé ppuro2 er castoro,
che cce se fa3 ccor pelo er castorino.4

 

E ddisceva un custode cchiacchierino
che stanimali in ner paese loro
frabbicheno le case co un lavoro
che mmanco l’archidetto Bborronino.5

 

Dunque, siconno lui,6 bbestie e archidetti
mo ssò7 ttutt’uno, e cchi vvò ffà un palazzo
bbasta che cchiami un par d’animaletti.

 

Discessi8 muratori, via, magara,9
je lo perdonería:10 quantunque, cazzo,
chi jje stampa lo schifo e la cucchiara?

 

10 aprile 1834

 




1 Sulla Piazza di Monte-doro, si mostrava di recente un serraglio di bestie.

2 Pure.

3 Di cui si fa.

4 Nome di un cognitissimo panno di lana.

5 Borromino.

6 Secondo.

7 Sono.

8 Dicesse.

9 Magari.

10 Perdonerei.

 

 






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