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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1242. Er primo peccato contro lo Spiritossanto

 

Cari cristiani mii, de le tre mmute1


de peccati mortali cor pistello,2
er piú ppeccato prencipale è cquello
de la disperazzion de la salute.

 

Spesso, in punto de morte, io ho vvidute
animacce ppiú nnere d’un cappello
aritirate su pper un capello
ar momento llí llí ddèsse futtute.3

 

Nun c’è peggio assassino o sgrassatore,
che nun possi abbrillà4 ccom’una stella
pe la misericordia der Ziggnore.

 

E un Beato Leonardo, per zu’ tanto
disperà nne l’affar de Gammardella,
nun ze poté ssarvà, bbello che ssanto.5

 

25 aprile 1834

 




1 Le tre mute o classi de’ peccati attuali, che dan morte all’anima, cioè i peccati propriamente detti mortali, numero 7; quelli contro lo Spirito Santo, numero 6; quelli gridanti vendetta al cospetto di Dio, numero 4. In tutto: numero 17.

2 Il mortaio dicendosi comunemente a Roma mortale, fa sì che spesso prendasi per vezzo l’una per l’altra significazione; e così per aumento di leggiadria vi si aggiunge talora la voce pestello, come quella che al mortaio da pestare appartiene.

3 D’essere rovinate.

4 Non possa brillare.

5 Benché santo. Vedi il sonetto Li peccati mortali.

 

 






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