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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1259. L’essempio

 

Conzideranno1 come accidiosi2
sti pretacci maliggni e ttraditori:
esaminanno3 quanto rrabbiosi,
jotti,4 avari, superbi, e fottitori;

 

ripijji un po’ de fiato, t’arincori,
t’addormi ppiú ttranquillo e ttariposi:
perché li loro vizzi5 piú ppeggiori
serveno a illuminà lli scrupolosi.

 

È er Crero6 che ccimpara7 a ffà ll’istesso,
er Crero, c’ha scordato er gran proscetto
d’amà er prossimo suo com’e ssestesso.

 

Mentre li preti offènneno8 er decoro
e la lègge de Ddio j’è mmorta in petto,
chi vvorà rrispettà la lègge lòro?

 

30 aprile 1834

 




1 Considerando.

2 Sono.

3 Esaminando.

4 Ghiotti.

5 Vizi.

6 Il Clero.

7 Impara, per «insegna».

8 Offendono.

 

 






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