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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1263. L’Olivetani

 

Io, er mi’ fijjo granne e mmifratello
erimo1 tutt’e e ttre ccapi-ortolani
dell’orto de li Padri Olivetani
che nnun c’è ar Monno un orto accusí bbello.

 

Ma vvenuto a rreggnà sto gran cervello
de Don Mauro,2 noi poveri cristiani
semo stati cacciati com’e ccani,
propio come caggnacci de mascello.

 

E pperché? pperché er Papa ha avuto vojja
de sopprime3 sti Monichi, e mmó adesso
fa l’inventario, e, bbontà ssua, li spojja.

 

E pperché ll’ha ssoppressi e ll’ha spojjati?
Pe ffà a spese dell’Ordine soppresso
piú rricchi li su’ antichi cammerati.4

 

15 maggio 1834

 




1 Eravamo.

2 Mauro Cappellari, poi Papa Gregorio xvi.

3 Di sopprimere.

4 I beni dell’Ordine Olivetano sono stati donati da Gregorio a’ suoi confratelli Camaldolesi: e per ciò tanto più gli Olivetani risguardano la loro soppressione come un fatto di personalità, in quanto che dentro il solo Stato pontificio si è quella circoscritta, dove solamente si poteva dal Papa disporre a suo talento di proprietà altrui, comunque ecclesiastiche.

 

 






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