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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1279. Er Confessore mio

 

La viggijja der nome de Maria,
viscino a mezzoggiorno, un de li frati
francescani minori ariformati
me portò a cconfessamme1 in zagristia.

 

Dico er confideor, raschio, e ppoi via via
jincomincio a sfilà li mi’ peccati:
e er frate co li gommiti appoggiati
stava a ssentí la confessione mia.

 

Quann’ecco, incirca a la mità2 de quella,
den den dèn, den den dèn, for de la porta
se3 sente sbatoccà4 una campanella.

 

Hai visto er frate? S’arza addrittura,
strillanno: «Un’antra5 vorta, un’antra vorta,
perché adesso ho un affare de premura».

 

5 giugno 1834

 




1 Confessarmi.

2 Metà.

3 Si.

4 Sbatoccare, verbo derivato da batocchio (battaglio), che il popolo dice batocco.

5 Altra.

 

 






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