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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1294. La mi’ nora1

 

Mi’ fijjo, , cquelanimaccia fessa2
che ffu pposcritto3 e annò a la grannarmata
è ttornato uffizziale e ha rriportata,
azzecca4 un po’! una mojje dottoressa.

 

Si5 ttu la senti! «È un libbro ch’interressa...
Ggira la terra... La luna è abbitata...
Ir tale ha scritto un’opera stampata...
La tal’antra6 è una bbrava povetessa...».

 

Fussomo, bbuggiarà! mma una ssciacquetta7
ha da vienicce8 a smove9 li sbavijji10
a ffuria de libbracci e pparoloni!

 

Fili, fili: lavori la carzetta:
abbadi a ccasa sua: facci li fijji,
l’allatti, e nun ce scocci11 li cojjoni.

 

12 giugno 1834

 




1 Nuora.

2 Quel cattivo soggetto.

3 Coscritto.

4 Indovina.

5 Se.

6 Altra.

7 Donnicciuola.

8 Venirci.

9 Smuovere.

10 Sbavigli, sbadigli.

11 Non ci rompa, ecc.

 

 






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