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| Leon Battista Alberti Ludi matematici IntraText CT - Lettura del testo |
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VIII Fannosi molti instrumenti per livellare l'acqua. Questo vi piacerà, però che è brieve e iustissimo. Togliete il vostro dardo o altra cosa che sia ben diritta, e se non avete regolo diritto, fate uno arco lungo un passo o più e mettetelo in corda, e a ciascuno de' capi legate un filo lungo quattro piedi o più, e fate che sieno a una lunghezza equali, e legate e' capi di questi due fili che pendono insieme. Così arete fatto uno triangulo del quale due lati sono e' fili, il terzo lato è il dardo o vero la corda del vostro arcione. Nel mezzo proprio della corda del dardo o vero dell'arco ponete una cera per segno, e dove si legano i due fili insieme legatevi un terzo filo lungo quattro piedi, e sievi appiccato uno piombino dall'altro capo che pende, e chiamisi questo angulo, dove questi tre fili sono annodati insieme, A. La prima cocca e capo del dardo si chiami B, la seconda C, la cera in mezzo del dardo D, el piombino E, come qui vedete la figura.
Questo instrumento si chiama equilibra, colla quale si misura ogni cosa. Quando l'angulo starà appiccato a cosa che lo sostenga, come s'appicca una bilancia, s'e' pesi posti l'uno al capo B, l'altro al capo C saranno equali, el filo AE che pende col piombino, proprio batterà in sulla cera D. Adunque voi fate col porvi e diminuirvi e' pesi che la equilibra stia proprio equale. Usasi questo instrumento a più altre cose, massime a livellare l'acqua. Voi mirate per lo diritto della linea BC, e secondo la sua partita pigliate l'altezza dell'acqua. Ma qui molti s'ingannano livellando, prima che non intendano che la terra sia ritonda e volge in modo che sempre da qual parte voi sete a livellare pare essere più alta che l'altra. Non mi estendo in dimostrarvi dove sia noto il suo volgere e ambito, e quanto rispondano e' vostri migli a' gradi del cielo. Tanto vi sia persuaso che in ogni nove mila piedi la terra volge in basso uno piede declinando dalla dirittura di qualunque livella. E se volete sanza calculo operare, livellate di qui in là, e segnate le mire, e poi di là in qua e segnate pur le mire alle sue parità, e di tutta la differenza pigliate il mezzo e questa vi sarà atta misura.
Ancora si vuole non por l'occhio molto presso alla equilibra, ma pongasi alquanto discosto per modo che sotto el vedere sieno a uno filo quattro distinti punti, cioè la cosa mirata, uno; el punto della equilibra, due; el punto C, tre; e il quarto sia l'occhio vostro. Adunque voi, dove misurasti la equalità del terreno, sappiate che l'acqua nulla si muove, ma si sta in collo s'ella non ha la china sua almeno per ogni miglio un terzo di braccio, e questo non vi satisfarebbe s'ella non corresse a dirittura, però che trovando intoppo di volte soprasta e fermasi. Se la ripa dov'ella batte sarà ferma e soda, l'acqua fa come la palla nel muro, quale mandata a costo al muro poco si sparte lungi dal muro, s'ella viene mandata discosto dal muro, ella molto discosta donde ferì nel muro e fugge in là in traverso. Così l'impeto dell'acqua, s'ella trova il suo opposito poco obliquo, poco si deduce; s'ella lo truova molto atraversato, ella si deduce assai, e batte e rode la ripa contraria. Onde molti che non intendono, pur riparano indarno alla sua ripa quando doverriano levare o smussare il suo contraposto o sopra sé fare pari un altro traversato, onde l'acqua ruinando contra il suo contrario imparasse pigliare il corso diritto. Ancora l'acqua rode sotto dov'ella cade e dov'ella fa alcuno refluo, però che il peso cadendo el refluo commuove, e l'acqua intorbidata correndo il porta via. Questi principi per ora bastino. Questa equilibra misura ogni peso in questo modo: quanto el filo piombinato AE si scosta dalla cera D, tanto quel peso a cui sarà più vicino pesa più che l'altro dell'altro capo. Conoscesi quanto sia, così. Quante volte dal capo del dardo sino al filo AE entra nella parte che resta del dardo, tante volte l'uno di questi pesi entra nell'altro. Verbigrazia: sia il dardo lungo piedi sei; sia dal capo B un peso di libre quattro, e dal capo C un peso di libre due; troverrete il filo AE sarà vicino alle libre quattro, tanto che quella parte sarà di tutto dua e l'altra sarà quattro piedi. Potrei con questa equilibra mostrarvi misurare ogni distanza, ogni altezza, ogni profondità. Ma queste per ora credo bastino. Eccovi l'essemplo del pesare le cose come qui incontra sarà il disegno.
Ma poi che facemmo menzione de' pesi, forse sarà a proposito mostrarvi in che modo si pesi un superchio peso, come sarebbe il carro co' buoi e col suo carico, solo con una statera che porti non più che libre cinquanta. Ordinate un ponte simile a questi levatoi, e accommodatelo in modo con le sue catene ad alto ch'egli stia ataccato a un capo d'una trave lunga, qual sia atraversato sopra l'arco della porta, simile come s'adattano i ponti levatoi. E sia da questo luogo della trave dov'è posata sul suo bilico sopra della porta sino alle catene, meno che del detto bilico sino all'altro suo capo che vien dentro dalla porta; e chiamisi il capo delle catene A, e il capo dentro B, el bilico C. Al capo B ponete una tagliuola, e accommodate il capo della fune che lavorerà per questa tagliuola, giù entro della porta a un certo naspetto che la carchi, e chiamisi D questo luogo. All'altro capo della fune attaccherete la vostra statera accomandata con uno de' sua uncini in terra in questa forma, e chiamisi questo capo E, come vedete la pittura.
Quando el carro e' buoi saranno su questo ponte, tirate giuso il capo E della fune, e accomandate la statera al luogo D. El ponte andrà in alto. Basta se va quattro dita suso. Dico che se una volta annovererete quante libre del carro porti una oncia della vostra stateretta, a quella regola peserete poi sempre tutte l'altre. E sievi ricordo quanto vi dissi testé qui sopra, che la parte più lunga della trave AB quante volte ella empie la minore, tante libre porta a numero una libra che gli sia posta in capo; e la tagliuola simile, quante volte la fune va giù e su, tante volte si parte il peso per modo che una libra porta quattro e sei secondo il numero dello aggirarsi. Ricordami che ancora io vi ragionai in che modo si possa dirizzare una bombarda sanza vedere dove abbi a dare la pietra. Parmi di non lo preterire, più tosto per mostrarvi una pratica della vostra equilibra, che per ragionare di cose aliene della dignità e autorità vostra. Farete adunque così. Fate pesare e notare quanta polvere e che pietra e coccone e zeppa, e segnate bene tutto il sito della bombarda com'ella stia posta e adiritta. El modo di segnarla certo è questo. Fate una tacca sull'orlo di fuori della bombarda alla bocca alto in mezzo, e un'altra simile alla coda. Di qua e di qua a capo e a piede ficcate in terra stecchi, e notate quanto la bombarda sia discosto da essi stecchi. Poi suspendetevi sopra la vostra equilibra, e dirizzate la sua dirittura per sopra le tacche che son fatte nella bombarda, e notate dove batte el filo piombinato in la equilibra, e quanto ciascuno de' sua capi stia lontano e vicino alle dette tacche. E per dirittura del capo dove ella sta posta, mirate il contrario luogo opposito al luogo dove volete dare, e dove la mira della vostra equilibra batte, ponetevi segno. Fatto questo, diesi fuoco alla bombarda. Voi vedrete dove ella diede, e menderete lo alto e 'l basso e il costiero la seconda volta movendo il segno che voi ponesti adrieto, e a quello segno così mosso dirizzando la vostra equilibra, e sotto l'equilibra movendo la bombarda. Vorrebbesi che questo segno fusse tanto distante quanto il luogo dove volete dare. A trovarlo aoperate le pratiche di sopra. Eccovi la pittura di questo che ho detto fino a qui. Qual ragione molto gioverebbe a chi usa la balestra, ma non mi estendo in che modo .
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