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Le università degli studi
Dopo che Clemente V, nostro predecessore, ebbe
dotato l'ateneo dell'Urbe e le più celebri università degli studi di cattedre
di lettere orientali, i nostri studiosi incominciarono a lavorare molto più
accuratamente sui codici originali della Bibbia e sull'esemplare latino. Con il
ritorno, in seguito, tra noi dell'erudizione greca e molto più con la felice
invenzione della nuova arte della stampa, grandemente si accrebbe il culto
della sacra Scrittura. E' cosa mirabile, infatti, come in sì breve tempo si
siano tanto moltiplicati con la stampa i sacri testi, specialmente la Volgata,
da riempire quasi l'orbe cattolico, così che, proprio nel tempo in cui i nemici
della chiesa la calunniano, i divini volumi sono però onorati ed amati.
E neppure si deve passare sotto silenzio
quali vantaggi nella scienza biblica abbia apportato il grande numero degli
uomini dotti, appartenenti specialmente a famiglie religiose, dal concilio di
Vienne al Tridentino. Essi, infatti, servendosi dei nuovi mezzi, e portando
essi stessi il contributo della loro molteplice erudizione e del loro ingegno,
non solo accrebbero il patrimonio accumulato dagli antichi, ma prepararono
quasi la via alla preminenza del secolo seguente. che scaturì dallo stesso
concilio Tridentino, allorché sembrò quasi ritornare la grande età dei Padri.
Nessuno infatti ignora, e ci è gradito ricordarlo, come i nostri predecessori,
da Pio IV a Clemente VIII, fossero i promotori di quelle insigni edizioni delle
antiche versioni, della Volgata e dell'Alessandrina, che poi, pubblicate per
ordine e con l'autorità di Sisto V e dello stesso Clemente, si trovano ancor
oggi nell'uso comune. E' noto come nello stesso tempo siano state edite con la
massima diligenza sia le altre antiche versioni della Bibbia, sia la poliglotta
di Anversa e quella di Parigi, adattissime per un'accurata investigazione del
senso; né vi era alcun libro dell'uno e dell'altro Testamento che non vantasse
ben più di un valente interprete, o qualche grave questione, attorno cui non si
fossero affaticati assai proficuamente molti uomini d'ingegno, tra i quali, non
pochi. soprattutto tra i più esperti studiosi dei santi Padri, acquistarono un
nome illustre. Né a partire da questo tempo lasciò a desiderare la solerzia dei
nostri, poiché valenti uomini, di quando in quando, ben meritarono in tali studi,
difendendo le sacre Lettere contro le avverse dottrine del razionalismo, tratte
dalla filologia e da altre discipline affini, con simile genere di argomenti.
Tutte queste cose provano, a chi ben le
considera, come la chiesa non sia mai venuta meno al suo compito di tramandare
in modo salutare le fonti della divina Scrittura ai propri figli, e come abbia
conservato perennemente la sua posizione di presidio nella quale venne
divinamente posta per la tutela e il decoro delle stesse e come l'abbia
consolidata provvedendola di ogni genere di studi, di modo che non ebbe mai
bisogno e non abbisogna di incitamenti di estranei nell'adempimento del suo
compito.
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