Parte III
DIFESA DELLA S. SCRITTURA CONTRO GLI
ERRORI MODERNI
Integrità dei libri sacri
E' certamente già gran cosa che la dottrina
cattolica sia stata provata, esposta, illustrata con la legittima e solerte
interpretazione dei Libri sacri; rimane tuttavia un'altra parte da farsi e di
ben grande importanza, come pure di grande lavoro e cioè che si sostenga il più
validamente possibile l'integra autorità degli stessi Libri sacri. Intento che
in nessun altro modo potrà universalmente e pienamente conseguirsi se non per
mezzo del vivo e legittimo magistero della chiesa, la quale, "per se
stessa e cioè per la sua ammirabile propagazione, per l'esimia sua santità e
inesauribile fecondità in ogni opera buona, per la sua cattolica unità e
invitta stabilità è un grande e perpetuo motivo di credibilità e testimonio
irrefragabile del suo divino mandato". Poiché il divino e infallibile
magistero della chiesa poggia anche sull'autorità della sacra Scrittura,
bisogna perciò in primo luogo sostenere e rivendicare a questa una fede almeno
umana: e da questi libri, come da testimoni veraci a tutta prova
dell'antichità, si mettano in evidenza e al sicuro la divinità e la missione
del Cristo Signore, l'istituzione della chiesa gerarchica, il primato conferito
a Pietro e ai suoi successori. Gioverà assai a questo scopo se vi saranno molti
ben preparati tra gli insigniti del sacro ordine, i quali anche in questo campo
combattono per la fede e respingono gli assalti ostili, rivestiti soprattutto
dell'"armatura di Dio" (Ef 6,13 ss.), come ci avverte
l'apostolo, e quindi non impreparati alle nuove armi e battaglie dei nemici.
Ecco come egregiamente esprime ciò il Crisostomo parlando dei doveri
sacerdotali: "Occorre molto studio, affinché "il verbo del
Cristo abiti abbondantemente in noi" (cf. Col 3,16): non dobbiamo
infatti essere preparati ad un solo genere di lotta, essendo molteplice la
battaglia e vari i nemici, i quali per di più non si servono tutti delle stesse
armi, né usano un'unica tattica per scendere in lotta contro di noi. Per questo
è necessario che colui che dovrà combattere con ogni sorta di nemici abbia
profonda conoscenza di tutti gli strumenti e arti degli avversari, da essere
così nello stesso tempo e arciere e fromboliere, tribuno e condottiero, duce e
soldato, fante e cavaliere, perito di guerre navali e di città assediate: se infatti
egli non conoscerà tutte le arti del combattere, ben saprà il diavolo, qualora
anche una sola parte venisse lasciata indifesa, far penetrare per quella i suoi
predoni e dilaniare il gregge". Abbiamo sopra accennato agli inganni,
alle arti di cui i nemici si servono per combattere in questo campo: ora vi
indicheremo quali siano i mezzi di cui dovrete valervi per la difesa.
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