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| Temistocle Solera Oberto conte di San Bonifacio IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena quinta. Cuniza, Leonora, Riccardo e Oberto
Ferma! Ah, troppo in questa terra
ahi, combattono il mio seno! Deh, spalancati, o terreno,
ed ancora io l'amerei! chi mai spegnere potrà? Ma la morte or sceglierei,
Sciagurato! E tanto ardiva
no, sfuggire non potrai!
scena apprestati a noi. a infamia ancor ti puoi.
Imponi! . . .
A questa misera
(Oh generosa!)
Il gaudio brilli di nozze ancor
E tu l'imponi?
(Fingere devi, se vil non sei!! Poscia nel bosco attendimi . . .)
(Verrò, per gli avi miei!!)
Riccardo! Ebben? . . .
RICCARDO: (Offre la mano a Leonora) Rispondere può sol la man per me.
Sorridere, possa il Signore a te!
Ah, Riccardo, se a misera amante come al tempo del giuro primiero tutto, tutto il mio cor ti darò!
parla amor, ed io pur l'ho tradita;
Oh, per poco nell'alma tremante vi frenate, o pensieri di sdegno! Ben nel sangue lavar dell'indegno l'onta infame al mio nome saprò.)
(Oh, potessi scordarmi l'istante che all'amore schiudeva il mio seno! Deh, sorrida alla misera almeno quella pace ch'io più non avrò!)
(Oberto entra nella selva, gli altri si allontanano per parte opposta)
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