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Temistocle Solera
Oberto conte di San Bonifacio

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  • ATTO SECONDO
    • Scena decima ed ultima. Viene un messo portatore d'una lettera alla Principessa, Coro, Cuniza e Leonora
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Scena decima ed ultima. Viene un messo portatore d'una lettera alla Principessa, Coro, Cuniza e Leonora

 

CORO:

Un messagio a questa volta? . . .

Che mai vuole? . . . che sarà?

(Cuniza legge tremando, indi esclama)

 

CUNIZA:

I suoi voti, o cielo, ascolta:

abbi ancor di lui pietà!

(S'avvicina a leonora e le dice sottovoce)

Fugge Italia il Salinguerra,

cerca asilo in strania terra.

Il perdono a te richiede;

i suoi beni . . . la sua fede . . .

Come ai del primo amore . . .

 

LEONORA: (prorompendo)

Taci, oh Dio, non proseguir.

Cela il foglio insanguinato

che vergò quello spietato!

Senza padre, maledetta,

una cella a me s'aspetta!

Veggo sangue in ogni loco . . .

Ei m'abbrucia . . . è ardente foco!

Il mio pianto, il mio dolore,

deh, m'affrettino il morir!

(cade fra le braccia delle Dame)

 

CORO:

Infelice! Un rio tormento

già l'assale, e invade il core.

Ella geme . . . il suo lamento

possa il cielo impietosir!

 

 

FINE

 

 




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