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Pontificia Accademia per la Vita
Prospettiva degli xenotrapianti

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  • SECONDA PARTE – ASPETTI ANTROPOLOGICI ED ETICI
    • Problematiche bioetiche
      • "Transgenesi"
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"Transgenesi"

15. L’utilizzo di organi da animali ingegnerizzati per lo xenotrapianto pone la necessità di alcune riflessioni sulla transgenesi e sulle sue implicazioni etiche.

Per animale transgenico si intende l’animale modificato mediante l’introduzione nel suo patrimonio genetico di nuovi geni. Diversamente, viene usato il termine "knock out" per indicare quegli animali nei quali un dato gene(i) endogeno non viene più espresso. In entrambi i casi, gli animali così trattati esprimeranno particolari caratteristiche che saranno trasmesse alla loro progenie.

Come abbiamo precedentemente notato, la possibilità di operare tali modificazioni genetiche, utilizzando anche geni di origine umana, nel rispetto dell’animale e della biodiversità, è moralmente accettabile in vista di benefici significativi per l’uomo stesso. Pertanto, pur riconoscendo che la transgenesi non compromette l’identità genetica complessiva dell’animale mutato e della sua specie, e riaffermando la responsabilità dell’uomo verso il creato, così come per il perseguimento di obiettivi di salute attraverso certi interventi di manipolazione genetica, indichiamo alcune basilari condizioni etiche da rispettare:

1) va garantita l’attenzione al benessere degli animali geneticamente modificati, in modo da valutare l’effetto dell’espressione del transgene, le eventuali modificazioni degli aspetti anatomici, fisiologici e comportamentali, limitando i livelli di stress e di dolore, di sofferenza ed angoscia;

2) vanno considerati gli effetti nella progenie ed eventuali ripercussioni nei riguardi dell’ambiente;

3) è opportuno che tali animali siano tenuti sotto stretto controllo e non rilasciati nell’ambiente;

4) bisogna minimizzare il più possibile il numero degli animali utilizzati nella sperimentazione;

5) il prelievo di organi e/o tessuti deve avvenire in un unico intervento chirurgico;

6) ogni protocollo di sperimentazione sull’animale deve essere sottoposto a valutazione da parte di un comitato etico competente




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