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| Alberto Nota La fiera IntraText CT - Lettura del testo |
Scena terza
Madama Doralisa con un involtino di roba, e detti.
DORALISA (trattenendo il conte) La signora contessa ha ragione dicendo che avete poca cura de' vostri ospiti. Mi lasciate sola... caro conte, caro conte, e perché?
LORENZO (Anche questa volta è venuta a tempo) (da sé).
AURELIO Perdonatemi... saprete che un padrone di casa... debbo disporre... questa sera...
DORALISA Quand'è cosí, non ve l'abbiate a male, non dico piú nulla.
AURELIO (Costei non mi piace piú niente affatto) (da sé).
DORALISA Anzi, se permettete, io vado ad acconciarmi un poco pel ballo.
AURELIO Servitevi: di qua... di là... dove volete.
DORALISA Rosina, togli un lume: per non incomodare la signora contessa, approfitteremo per pochi momenti delle camere del signor Lorenzo.
LORENZO Padrona, padronissima. (E sempre le mie camere) (da sé).
Aurelio parla piano a Lorenzo, e con gesti animati.
DORALISA Veggiamo un poco, se non hai dimenticato nulla (a Rosina e riguardando nell'involtino). Le scarpine?
ROSINA Eccole.
DORALISA Il bonnet, le calzette, il ventaglio?
ROSINA È qui tutto: siate sicura.
DORALISA Sventata, non ci veggo la collarina.
ROSINA Diamine, appena inamidata e stirata, l'ho riposta...
DORALISA Tacci, sciocca, ella è qui.
ROSINA Rassetterete anche me un pochino?
DORALISA Vanarella, apri quell'uscio, precedimi, io vengo subito.
ROSINA (Sempre tutto per lei, tutto per lei; ma verrà il tempo anche per me) (da sé, ed entra col lume e coll'involto nelle camere del dottor Lorenzo).
AURELIO Avete dunque inteso?
LORENZO Sí, piglierò il pretesto dell'emicrania.
AURELIO E intratterrete il cavaliere?
LORENZO Benissimo; ma non disgustate poi madamina...
AURELIO Spicciate, vi prego...
LORENZO Subito. (Saprò dalla contessa come debbo regolarmi) (da sé, e parte).