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| Alberto Nota La fiera IntraText CT - Lettura del testo |
Scena nona
Dottor Lorenzo e subito il conte Aurelio.
LORENZO In buon'ora se ne sono andati: liberiamo la prigioniera (va ad aprire l'uscio delle sue stanze).
AURELIO Or bene, dottor Lorenzo...
LORENZO E come lasciate madama?
AURELIO Debbo fare un nuovo invito al delegato.
LORENZO E volete procurare al signor Zuccolino...?
AURELIO L'ufficio di segretario del comune: gliel'ho promesso.
LORENZO È un uomo ignorante, basso, venale.
AURELIO Ve ne sono tanti altri come lui.
LORENZO Pensate qual carico di coscienza...
AURELIO Sono venuto nel mio castello per divertirmi, e non per ascoltar prediche (va cercando qua e là un calamaio).
LORENZO Se la signora contessa venisse a risapere...
AURELIO Spero non sarete voi quello...
LORENZO Dopo appena quindici mesi di matrimonio...
AURELIO E vi pare che un uomo della mia età, col mio brio possa adattarsi a stare tutto dí languente o seccato presso la moglie? (come sopra).
LORENZO Essa vi ama...
AURELIO Mi ama troppo.
LORENZO Prima di sposarla ne eravate pure invaghito.
AURELIO Sapete che cosa dicono i francesi: non vi sono amori eterni.
LORENZO Bellissime massime! buona morale! oh cominciamo bene (ironico).
AURELIO No, non crediate poi... sono un marito onesto, affezionato a mia moglie, e incapace di recarle il menomo dispiacere. Ma essa, vi dico, non ne sa niente.
LORENZO Non capisco.
AURELIO Ha una certa uniformità nell'amarmi, che ristucca.
LORENZO Oh lasciamo queste cose...
AURELIO No, no, voglio appagarvi. Per esempio: entro in casa «Buon giorno, mio sposo, - e poi un bacio: - lo meriti poi? dove sei stato? voglio saperlo... perché cosí tardi? perché cosí freddo? perché distratto? hai gli occhi torbidi, la faccia accesa»... e sempre siamo alle stesse.
LORENZO Quanti mariti vorrebbero tali domande! e come son divenute rare oggidí!
AURELIO No, amico mio: ci vuole un po' d'artifizio in una moglie... Una leggerissima tinta di civetteria, un far mostra d'indifferenza per le premure d'affetto... non curarle per accrescere il desiderio... oh insomma, mia moglie è affatto novizia, non ne sa niente.
LORENZO E se la signora contessa, indispettita del vostro procedere, vi pagasse della stessa moneta?
AURELIO Oibò, non ci è pericolo. Poverina, è fedele, fedelissima, gelosa come cento diavoli: e dopo pochi altri giorni... quando tornerò in città, farà l'irata, la stizzosa... qualche lagrimetta, perché piange facilmente, un po' di corruccio, e poi mi vorrà bene piú che prima... Ma non trovo neppure un calamaio...
LORENZO Or, ora... andiamo di là.
AURELIO Eh giusto, nelle vostre camere vi sarà l'occorrente.
LORENZO Permettete, ve lo reco subito.
AURELIO Vado io stesso, e mi spiccio (vuole andare nelle stanze del dottore, questi si oppone).
LORENZO Perdonatemi, vi prego... non fate...
AURELIO Che? che? dottor mio, ci avreste qualche contrabbando? (come sopra).
LORENZO Rispettate le mie convenienze. (Io sudo tutto) (da sé).
AURELIO Bravo il signor Lorenzo che ammonisce altrui cosí bene! (come sopra).
LORENZO A dirvela...
AURELIO Qualche contadinella eh?
LORENZO Sí.
AURELIO Bellina?
AURELIO Ottimamente.
LORENZO È venuta a consultarmi per certi suoi maluzzi.
AURELIO E le spedite in camera le ricettine?
LORENZO Vorrei poterla guarire...
AURELIO Lasciate ch'io la vegga.
AURELIO Un solo momento...
LORENZO Non posso.
AURELIO È qui delle vicinanze?
AURELIO Sarà venuta senza che suo marito lo sappia?
LORENZO Appunto.
AURELIO Gl'incomodi saranno un pretesto... la fiera, l'occasione... il marito sarà lontano?
LORENZO Non tanto.
AURELIO Che marito sciocco! almeno con l'occhialetto... dalla serratura... (si fa alla serratura). Si è voltata, ho capito, bravo dottore, maestro di morale...
LORENZO Ma, signor conte, è un troppo spinger la cosa. Lena, Lena? (chiama).
AURELIO Ora son curioso di vederla. Vi prometto il piú inviolabile segreto...
LORENZO Voi mi offendete.
AURELIO Sí, sí, ci conosciamo, finalmente è casa mia, e voglio vederla.