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Ludovico Ariosto
La lena

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  • ATTO TERZO
    • SCENA OTTAVA
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SCENA OTTAVA

 

Torbido, Gemignano, Fazio

 

TORBIDO

Poi ch'io l'avrò misurata, la pertica

mi dirà quanto ella val, fino a un picciolo.

GEMIGNANO

Dunque tal volta le pertiche parlano?

TORBIDO

ben, e spesso fan parlare, fanno, stendendole

tin su le spalle altrui. Ma ecco Fazio.

Ch'abbiamo a far?

FAZIO

Quel ch'è detto: mettetevi

a misurar quando vi par: cominciano

qui le confine, e quel segno non passano.

TORBIDO

Cominciaren qui dunque.

FAZIO

Cominciateci.

TORBIDO

Una, méttevi in capo il coltello.

GEMIGNANO

Eccolo.

TORBIDO

E dua, e questo appresso: a punto mancano

dui sesti, che tre piedi non ponno essere.

Andiamo or dentro.

FAZIO

La matita prendere

potete, e notar questo.

TORBIDO

Io lo noto, eccolo.

 

 

 




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