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| Michelangelo Buonarroti il Giovane Il velo IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena Terza Coro di Donne Cristiane, Aliso e Ortensia Ortensia Fra speranza e timor dubbia e confusa, Non so quel ch’io mi speri di Filandro. Ma nol fermai sì che da me fuggendo Non si togliesse a’ lacci, 1155 Ne’ quali a.mman a.mman l’aveva stretto. Cercar di lui e, s’egli avvien ch’io ’l trovi, 1160 Non son dalla vittoria Di questa impresa mia forse lontana. III Coro Fuggiti, Ortensia, fuggi! Torna addietro, Ortensia Quell’è forse l’amico di Filandro, 1165 Nemico sì, come più volte ho inteso, III Coro Sì, fuggi, torna addietro! Vo’ rinfacciarle l’ardimento suo). 1170 III Coro Vattene pure, Ortensia! Ortensia Io vo’ aspettarlo, Non ho di che temere. È che voi nol vedeste, A qual termine son le nozze sue? Ortensia Io ’l vidi non è molto, 1180 Ma delle nozze sue non so ch’alcuno Possa aver più contezza Di te, che se’ tenuto di Filandro Tenerissimo amico, l’alma stessa. Aliso M’è pure stato detto 1185 Che ’n queste nozze sue Voi gli avete anche voi Ortensia Io l’intendo costui: pascere il voglio Di quell’esca ch’ei brama. 1190 Del consiglio d’altrui. E in che modo vuoi tu ch’una par mia 1195 Com’è Filandro e ch’ha tanti parenti E tanti amici (uno de’ quali, Aliso, Se’ tu, tanto prudente e così saggio) 1200 Che ’l posson consigliare Perfettamente in ogni suo negozio? Aliso Tant’è, si crede pure... Ortensia Che? Aliso che voi l’abbiate 1205 Consigliato a tal cosa che gli possa Agevolar la via perché Corinta Più volentieri il prenda per marito. Ortensia (Io vo’ dissimular d’averlo inteso E mettermi a vantaggio). Io non son tale 1210 Com’è costume delle male donne, Si muova a amar, con erbe o con incanti, 1215 Forzatamente altrui. III Coro Costei mi muove a riso, Del suo scaltro pensier la tela ordisce. Aliso Ortensia, non vogliate 1220 Così sinistramente Le mie parole intender, ché non bramo Se non d’onorarvi. Ma, deh, dite: Non avete voi forse Consigliato Filandro al mutar fede 1225 Per rendersi benevola Corinta, Sì ch’ella non recusi Ortensia (Ben conosciuto avea ch’a questo passo Giugner tu mi volevi). Io non te ’l niego, 1230 Chiunque così tosto la novella Te ne sia corso a dar. La fé cristiana Vuol che prima la morte S’elegga che si taccia o che s’asconda La luce del suo ver, massima<men>nte 1235 Se ’l palesato ver gloria è d’Iddio. Però liberamente io ti confesso D’averlo consigliato E ’l riconsiglierei ciascuna volta Che del consiglio mio sperassi frutto. 1240 Non pur voi ribellar, ma far ogn’opra Che dalla nostra fede Si ribellino gli altri? Or se ciò si scoprisse, 1245 Se la vostra empietà fusse palese, Quale avreste a schivar supplizio atroce, Ortensia Non è impietà lasciare i falsi dei Per adorare il vero e far che gli altri 1250 Lo stesso adorin per salute loro. Ortensia, contrastar, ma di consiglio Che da sì fatta impresa 1255 Ritiriate la man per vostro scampo E per quel di Filandro, A cui son tanto amico. E vi spaventi Il timor della pena che sì dura S’esercita ognor più sopra i cristiani. 1260 Spaventar non può mai chi in Dio confida, Aliso Pensate meglio al vostro ben, pensate! Siete prudente omai, se sète vecchia. 1265 Ortensia E però ch’io son vecchia A conoscer il bene; e se vorrai Conoscerlo anche tu, sarò bastante A mostrartelo in breve. 1270 Aliso Non voglio, Ortensia, ancora Per così fatto ben precipitarmi, Sì come al precipizio Un così fatto ben, smarrita e cieca. 1275 (Intanto io ho raccolto da costei Ch’ella ha, com’io credea, di sacrilegio Tentato anche Filandro; il vo’ trovare E quell’opra iterar per sua salute Che consigliero esercitai dianzi). 1280
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