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Scena Quindicesima
Coro di Donne Cristiane e Coro di Sacerdoti d’Imeneo
I Coro di Sacerdoti Come
voluto ha ’l caso, 1800
Venuti a rincontrarci
Qua nel medesmo luogo
Donde noi ci partimmo
apportatori,
Ciascun per sé, di nuzial
novelle,
Vi posso dir che la novella mia 1805
Che portava le nozze d’Agatone
Con Teronilla è stata impresa
vana,
Perch’Agatone, inteso
Del Senato il decreto,
Agaton, che promessa aver la
fede 1810
Si trova appunto ieri
Per nodo marital d’altra donzella
(Bench’ei prendesse questa volentieri),
Suo fato maledì, ma giurò prima
Voler morir che stringersi
giammai 1815
Con altra che con quella.
II Coro di Sacerdoti Una
simil fortuna
Corsa ha l’opera mia, perché Clorinda
Cartaginese, il cuore,
Che fatta prigioniera 1820
Non la seguì ma prigionier d’amore
In Affrica restò, di là non
toglie,
Né consente severa
Di sicilian marito farsi
moglie.
III Coro di Sacerd. Non
controversi e non ritrosi i cuori 1825
Di due nobili isposi
Cui messaggier n’andai trovati ho io,
Ma ben tra’ lor parenti
Un intestino sdegno, un ardor
rio,
Che presumer d’estinguerlo e placarlo 1830
È un volere il freno imporre a’ venti.
IIII Coro di Sacerd. Ben
voglio io dir che ’l Cielo
E ’l suo alto senato oggi
contrasti
A tutto quel che dal Senato
nostro
Quaggiù s’è stabilito. 1835
Io vo per ritrovar Cleante
sposo
(Tale è ’l nome di lui cui
messaggiero
Mi stabilì lo scritto) e nol
ritrovo,
Et odo dire o ch’ei presa ha la fuga
O che nascoso ei s’è, ché spaventato 1840
Dalla superbia ch’egli ha intesa in Delia,
Destinatali sposa,
Nel soverchio dispendio e ne le
pompe
Teme il flagel della rovina
propria.
Onde, inconcluso di mia opra il
fine, 1845
Torno inofizioso.
V Coro di Sacerdoti Io,
confermando
La tua sentenza, anch’io
Attribuisco al Cielo
La nullità di quel che fe’ il Senato, 1850
Mentre, pur messaggiero
D’ambasciata simíl, vana ho trovata
L’obbedienza in Cherisia, eletta
Per moglie di Lucrezio, che,
giurata
Celatamente fede alla Dea
Vesta, 1855
Vergine viver vuol, sacrata a
lei,
Aborrendo le nozze,
Odiando gli imenei.
I Coro di Sacerdoti Dunque
credasi pur ch’ogn’altra legge
Stampar si può, da chi n’ha in man l’arbitrio, 1860
Stabile e salda sì, donde
sottrarsi
Altri non possa mai; ma non
presuma
Civil decreto in annodar i cuori
Per vincolo di nozze, non
tentato
Prima il voler che dèe restarne
avvinto: 1865
Mal s’innestan le viti con gli allori;
Volontario Imeneo, ma non
forzato,
Cede al suo nodo et ilare è
dipinto.
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