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Pius PP. XI
Ad catholici sacerdotii

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  • I. La sublime dignità: alter christus
    • Apostolo della verità e della carità
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Apostolo della verità e della carità

Ma il sacerdote cattolico è ministro di Cristo e dispensatore de' misteri di Dio (cf 1 Cor 4,1), anche con la parola, con quel " ministero della parola " (cf At 6,4), che è un diritto inalienabile e insieme un dovere imprescrittibile impostogli da Gesù Cristo medesimo: " Andate adunque e ammaestrate tutte le genti,... insegnando loro di osservare tutto quello che vi ho comandato " (Mt 28,19-20). La Chiesa di Cristo, depositaria e custode infallibile della divina rivelazione, per mezzo de' suoi sacerdoti sparge i tesori delle celesti verità, predicando colui che è " luce vera, che illumina ogni uomo che viene a questo mondo " (Gv 1,9), spargendo con divina profusione quel seme, piccolo e disprezzato allo sguardo profano del mondo, ma che, come l'evangelico grano di senape, ha in sé la virtù di mettere radici salde e profonde nelle anime sincere e sitibonde di verità e di renderle, come alberi robusti, incrollabili anche tra le più forti bufere (cf Mt 13,31-32).

In mezzo alle aberrazioni dell'umano pensiero, ebbro di una falsa libertà da ogni legge e da ogni freno, in mezzo alla corruzione spaventevole dell'umana malizia, si erge faro luminoso la Chiesa, che condanna ogni deviazione a destra o a sinistra della verità, che indica a tutti e a ciascuno la via diritta da seguire; e guai se anche questo faro, non diciamo si spegnesse, il che è impossibile per le promesse infallibili su cui è basato, ma venisse impedito dal diffondere largamente i suoi raggi benefici! Già vediamo coi nostri occhi dove abbia condotto il mondo l'aver rigettato superbamente la divina rivelazione e l'aver seguito, sia pure sotto lo specioso titolo di scienza, false teorie filosofiche e morali. Che se nella china dell'errore e del vizio non si è ancora caduti più in basso, lo si deve ai raggi della verità cristiana che sono pur sempre diffusi nel mondo.

Orbene la Chiesa esercita il suo " ministero della parola " per mezzo dei sacerdoti, distribuiti sapientemente per i vari gradi della sacra gerarchia, ch'essa invia in ogni plaga, banditori indefessi della buona novella, che sola può conservare o portare o far risorgere la vera civiltà. La parola del sacerdote scende nelle anime ed arreca loro luce e conforto; la parola del sacerdote, anche in mezzo al turbine delle passioni, si eleva serena ed annuncia impavida la verità e inculca il bene: quella verità che rischiara e risolve i più gravi problemi della vita umana; quel bene che nessuna sventura, nemmeno la morte, può togliere, che la morte anzi assicura e rende immortale.

Se poi si considerino ad una ad una le verità stesse, che il sacerdote deve più spesso inculcare per essere fedele ai doveri del suo ministero, e se ne ponderiamo l'intima forza, ben si comprende quanto sia grande e benefico, per l'elevazione morale e la pacificazione e tranquillità sociale dei popoli, l'influsso del sacerdote: quando, per esempio, ricorda ai grandi e ai piccoli la fugacità della vita presente, la caducità dei beni terreni, il valore dei beni spirituali e dell'anima immortale, la severità dei divini giudizi, la santità incorruttibile dell'occhio divino che scruta i cuori di tutti e " renderà a ciascuno secondo il suo operato " (Mt 16,27). Nulla di più acconcio che questi ed altri simili insegnamenti, per temperare quella febbrile avidità di godimenti, quella sfrenata cupidigia dei beni temporali, che degradano oggi tante anime e spingono le varie classi della società a combattersi come nemiche, anziché aiutarsi a vicenda con la mutua collaborazione. In mezzo poi al cozzo di tanti egoismi, nel divampare di tanti odi, fra tanti cupi disegni di vendetta, nulla di più opportuno e di più efficace che proclamare alto il " comandamento nuovo " (cf Gv 13,34) di Gesù, il precetto della carità, la quale si estende a tutti, non conosce barriereconfini di nazioni o di popoli, non eccettua neppure il nemico.

Una gloriosa esperienza di ormai venti secoli dimostra tutta l'efficacia salutare della parola sacerdotale, che essendo eco fedele e ripercussione di quella " parola di Dio ", che " è viva ed efficace e più tagliente di qualunque spada a due tagli " (cf Eb 4,12), anch'essa arriva " sino alla divisione dell'anima e dello spirito ", suscita eroismi di ogni genere, in ogni classe e in ogni luogo, e crea l'azione disinteressata dei cuori più generosi. Tutti i benefici, che la civiltà cristiana ha portato nel mondo, si devono, almeno nella loro radice, alla parola e all'opera del sacerdozio cattolico. E tale passato basterebbe da sé a dare affidamento anche per l'avvenire, se non avessimo " una parola più sicura " (cf 2 Pt 1,19) nelle promesse infallibili di Cristo.

Anche l'opera missionaria, che manifesta in maniera così luminosa la potenza di espansione, di cui, per divina virtù, è dotata la Chiesa, è promossa ed attuata principalmente dal sacerdote, che, pioniere di fede e di carità, a costo di innumerevoli sacrifici, estende e dilata il Regno di Dio sulla terra.




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