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Pietro Aretino
Lo Ipocrito

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  • ATTO QUARTO
    • Scena XVIII
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Scena XVIII

TANFURO solo.

Se si ragunassino insieme i giorni, come si ragunano le biade, non è monte di grano che pareggiasse quel che sariano i de gli anni che io ho servito uno che me ne premia col darmi nome di ladro. Certo ch'io confessarei di avere errato nel dar lo smeraldo e gli scudi a colui che lo simiglia, come errò colui nel dargli la catena e le perle, credendosi che fusse chi non è. Lo confessarei chiaro, se io non l'avessi conosciuto per esso e non per altri. Ma ecco che gli riporto la catena e le perle, ch'io mi sono scordato di rendergli et egli di richiedermi, so che lo trovarò tosto, che non può far senza me; non tel dissi io?




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