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Scena X
BRIZIO, TANFURO, IPOCRITO.
BRIZIO. Sì che colui che mi fallò
da quell'altro, ti ha detto che egli è mio fratello?
TANFURO. Non dico che mi dicesse così.
BRIZIO. E come?
TANFURO. Che il vecchio, che è tutto voi, è vostro
fratello.
BRIZIO. Voleva ben dire a cotesto modo.
TANFURO. Messer sì.
BRIZIO. E che farà e che dirà?
TANFURO. Più cento volte.
BRIZIO. Mi sento allagare i core in un mare di dolcitudini, e la letizia ci
nuota drento con una giocondità che non si puote
esprimere.
TANFURO. Me ne godo tutto tutto.
BRIZIO. E ciò, ch'io veggo, mi pare un'altra foggia, perocché il pensare
d'essere stimato nei luoghi che mi ignoravano, mi nobilita fin con quelle cose
che non han senso.
TANFURO. Ecco l'uomo.
IPOCRITO. Domine, labia mea aperies.
TANFURO. È un santo.
IPOCRITO. Mentre che io so che voi sete M. Brizio, non posso credere che non
siate Messer Liseo.
BRIZIO. Gran travaglio mi ha dato oggi l'essere così parso.
IPOCRITO. La sorte, nel giungere il punto de la vostra allegrezza vi ha
perversato con gli intrighi, perché ancora la natura perversa con le doglie la
donna, che dopo il parto converte le strida in risà.
BRIZIO. Io mi consumo di gittargli le braccia al collo.
IPOCRITO. La carità de la carnalità è di forze veementi.
BRIZIO. Il core è là.
IPOCRITO. È grande infamia quella de la avarizia.
BRIZIO. Egli ragiona seco.
IPOCRITO. Chi dà dove bisogna, acquista lode.
TANFURO. Mi vi pare intendere.
BRIZIO. Seco si rallegra.
IPOCRITO. E ciò che si dona a chi lo merita, è avanzato.
TANFURO. Chi ha orecchie, oda.
BRIZIO. Ridiamo insieme.
IPOCRITO. La liberalità è sustanzia de la virtù del magnanimo.
TANFURO. Non dubitate che il padrone vi sia ingrato.
IPOCRITO. Piglisi la carità in buona parte.
TANFURO. Non si fa altrimenti.
BRIZIO. Io non son qui.
TANFURO. Bisogna esserci fino a tanto che gli paghiam la sensaria, e poi
andarsene con esso.
BRIZIO. Fatevi una veste di questi.
IPOCRITO. La carità è carità.
BRIZIO. Voglio che aviate le spese in casa.
IPOCRITO. Il remunerare le fatighe del prossimo è de la generazion del bene; il
sovvenire a le disgrazie, il tenere stretta la lingua, il rimetter l'ingiurie e
l'onorare i degni, de la stirpe de la bontà.
TANFURO. Voi sete dotto dotto.
IPOCRITO. Anzi ignorante ignorante.
BRIZIO. Fratel caro!
IPOCRITO. Ma lo astenersi da i peccati è ben carità
d'intendimento, testimonio di bonitade, plenitudi di legge e segno di
perfezione.
BRIZIO. Caro fratello!
TANFURO. Non ci tenete più in lunga.
BRIZIO. Come ha egli brigata?
IPOCRITO. Dio vel dica.
BRIZIO. Maschi, o femine?
IPOCRITO. In primis, una moglie che saria stata bene a Noè, sì è ella sofficiente e cattolica. Cinque, figliuole
singularissime, de le quali istasera, favente deo, si faranno e reintegraranno
le nozze.
BRIZIO. La mia venuta è fatale.
IPOCRITO. Oltra il tenere una famiglia signorile, mena una di quelle vite, che
si soleano menare al tempo de i Taliani, e non de i Franzesi e de gli Spagnoli.
TANFURO. Son nato vestito e calzato.
IPOCRITO. Che vi credete voi che fusse Milano a i tempi buoni? egli era un paradiso terrestre, e una carità tra le donne
patrizie e plebee, e tra gli uomini plebei e patrizi, che non li staccava mai
l'un da l'altro.
BRIZIO. L'ho inteso.
IPOCRITO. Si vedea talora in volta dugento carrette con le coperte d'oro e di
seta.
BRIZIO. Che pompa!
IPOCRITO. E più mangiava in un pasto uno artigiano
d'allora, che non pone in tavola in due un gentiluomo d'oggi.
TANFURO. Che sgrinzare di corpo che dovevano fare i servitori.
IPOCRITO. Adesso, dal conte Massimiano Stampa in fuora, ognuno è diventato
spilorcio.
BRIZIO. La avarizia e oggi lo Iddio de i grandi.
IPOCRITO. Ora tornando a la carità del nostro proposito, dico che in alcuno
sinistro di occorrenzia ho di maniera persuaso il fratello a dispregiare la
fortuna, che egli si ride delle cose adverse, come de le prospere.
BRIZIO. Savissimamente.
TANFURO. Cotesto non so far io.
BRIZIO. Abbi rispetto al parlare d'un tant'uomo.
IPOCRITO. Questo è niente, ma saria pur assai, se voi pigliaste ombra del suo
non vi accarezzare; sì che venite meco.
TANFURO. Voi non avete colore in viso.
IPOCRITO. Segnali caritativi.
TANFURO. Non vi perdete.
IPOCRITO. Ecco il nido, donde foste tolto innanzi che la vostra vita ci
mettesse le penne.
BRIZIO. O casa paterna, salve; salve, paterna casa.
TANFURO. Gli ho preso uno amore grande.
IPOCRITO. Entriamo drento a l'improvviso, et ispaventiamo la gente con la
letizia.
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