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Pietro Aretino
Lo Ipocrito

IntraText CT - Lettura del testo

  • ATTO SECONDO
    • Scena XII
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Scena XII

TANFURO che si crede Liseo sia Brizio e LISEO.

TANFURO. Ho spiato in le taverne, in le chiese, ne i circuli de le genti, e per tutte le piazze e le strade, sento chi ne faccia motto, per laqualcosa le gioie saran nostre, e chi è scempio, suo danno.
LISEO. Che girandoli tu, bestiaccia, e con chi favelli?
TANFURO. Col padron mio.
LISEO. Non so, e non voglio essere.
TANFURO. Voi avete una natura, che sorbisce la collera, come la spugna l'acqua.
LISEO. Dovevi dire, come io asciugo i boccali.
TANFURO. Voi avete imparato a burlarmi, come dianzi vi burlar quei dua capocchi.
LISEO. Non mi diletto di cerretani, e mi ti vo' levar da torno, perocché, tra la rabbia ch'io ho di trovare i miei impiccati e la sfacciataggine tua, non so ciò che mi facessi.




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