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  • TITOLO XV IL MAGISTERO ECCLESIASTICO
    • Capitolo II IL MINISTERO DELLA PAROLA DI DIO
      • Art. I La predicazione della parola di Dio
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Art. I

La predicazione della parola di Dio

Can. 609

(cf CIC83, C.772) Compete al Vescovo eparchiale regolare la predicazione della parola di Dio nel suo territorio, fermo restando il diritto comune.

Can. 610

(CIC83, C.763) §1. E’ diritto dei Vescovi predicare la parola di Dio in tutto il mondo, a meno che, in un caso speciale, il Vescovo eparchiale non lo abbia espressamente proibito.

(cf CIC83, C.764) §2. I presbiteri hanno la facoltà di predicare dove sono legittimamente inviati o invitati.

(CIC83, C.764) §3. Hanno la stessa facoltà di predicare anche i diaconi, a meno che il diritto particolare non stabilisca diversamente.

(cf CIC83, C.766) §4. In circostanze straordinarie, soprattutto per supplire alla scarsità di chierici, il mandato di predicare, anche in chiesa, può essere dato dal Vescovo eparchiale anche agli altri fedeli cristiani, fermo restando il can. 614, §4.

Can. 611

(cf CIC83, C.766) In virtù dell’ufficio, tutti coloro ai quali è stata affidata la cura delle anime sono provvisti della facoltà di predicare; costoro possono anche invitare qualsiasi presbitero o diacono a predicare a coloro che sono affidati alle loro cure, fermo restando il can. 610, §3, a meno che non sia legittimamente proibito.

Can. 612

(cf CIC83, C.765) §1. Negli istituti religiosi e nelle società di vita comune a guisa dei religiosi, clericali di diritto pontificio o patriarcale, spetta ai Superiori maggiori regolare la predicazione.

§2. Tutti i Superiori, anche locali, di qualsiasi istituto di vita consacrata, possono invitare a predicare ai propri membri qualsiasi presbitero o diacono, fermo restando il can. 610, §3, a meno che non sia legittimamente proibito.

Can. 613

Contro il decreto del Gerarca, il quale proibisce a uno di predicare, si il ricorso solo in devolutivo, che deve essere definito senza ritardo.

Can. 614

(= CIC83, C.767) §1. L’omelia, con la quale durante il corso dell’anno liturgico vengono esposti dalla Sacra Scrittura i misteri della fede e le norme della vita cristiana, è molto raccomandata come parte della stessa liturgia.

§2. I parroci e i rettori delle chiese hanno l’obbligo di procurare che, almeno nelle domeniche e nelle feste di precetto, vi sia l’omelia nella Divina Liturgia e che non sia omessa se non per grave causa.

§3. Non è lecito al parroco soddisfare abitualmente l’obbligo di predicare al popolo affidato alla sua cura per mezzo di un altro, se non per una giusta causa approvata dal Gerarca del luogo.

§4. L’omelia è riservata al sacerdote, oppure, a norma del diritto particolare, anche al diacono.

Can. 615

(cf CIC83, C.770) I vescovi eparchiali procurino con apposite norme che nei tempi opportuni si tenga un corso speciale di sacra predicazione per il rinnovamento spirituale del popolo cristiano.

Can. 616

(cf CIC83, C.768) §1. I predicatori della parola di Dio, lasciando da parte le parole della sapienza umana e gli argomenti astrusi, predichino integralmente il mistero di Cristo, che è via, verità e vita; dimostrino come le cose terrene e le umane istituzioni, secondo il disegno di Dio Creatore, sono ordinate anche alla salvezza degli uomini e perciò possono contribuire non poco all’edificazione del Corpo di Cristo.

§2. Insegnino perciò anche la dottrina della Chiesa sulla dignità della persona umana e sui suoi diritti fondamentali, sulla vita familiare, sulla comunità civile e sociale, e anche sul senso della giustizia da realizzare nella vita economica e del lavoro, che contribuisce a costruire la pace nella terra e a promuovere il progresso dei popoli.




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