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INTRODUZIONE
1. Diverse questioni concernenti
l'omosessualità sono state trattate recentemente più volte dal Santo Padre
Giovanni Paolo II e dai competenti Dicasteri della Santa Sede.1 Si
tratta infatti di un fenomeno morale e sociale inquietante, anche in quei Paesi
in cui non assume un rilievo dal punto di vista dell'ordinamento giuridico. Ma
esso diventa più preoccupante nei Paesi che hanno già concesso o intendono
concedere un riconoscimento legale alle unioni omosessuali che, in alcuni casi,
include anche l'abilitazione all'adozione di figli. Le presenti Considerazioni
non contengono nuovi elementi dottrinali, ma intendono richiamare i punti
essenziali circa il suddetto problema e fornire alcune argomentazioni di
carattere razionale, utili per la redazione di interventi più specifici da
parte dei Vescovi secondo le situazioni particolari nelle diverse regioni del
mondo: interventi destinati a proteggere ed a promuovere la dignità del
matrimonio, fondamento della famiglia, e la solidità della società, della quale
questa istituzione è parte costitutiva. Esse hanno anche come fine di
illuminare l'attività degli uomini politici cattolici, per i quali si indicano
le linee di condotta coerenti con la coscienza cristiana quando essi sono posti
di fronte a progetti di legge concernenti questo problema.2 Poiché si
tratta di una materia che riguarda la legge morale naturale, le seguenti
argomentazioni sono proposte non soltanto ai credenti, ma a tutti coloro che
sono impegnati nella promozione e nella difesa del bene comune della società.
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