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CONCLUSIONE
11. La Chiesa insegna che
il rispetto verso le persone omosessuali non può portare in nessun modo
all'approvazione del comportamento omosessuale oppure al riconoscimento legale
delle unioni omosessuali. Il bene comune esige che le leggi riconoscano,
favoriscano e proteggano l'unione matrimoniale come base della famiglia,
cellula primaria della società. Riconoscere legalmente le unioni omosessuali
oppure equipararle al matrimonio, significherebbe non soltanto approvare un
comportamento deviante, con la conseguenza di renderlo un modello nella società
attuale, ma anche offuscare valori fondamentali che appartengono al patrimonio
comune dell'umanità. La Chiesa non può non difendere tali valori, per il bene
degli uomini e di tutta la società.
Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II,
nell'Udienza concessa il 28 marzo 2003 al sottoscritto Cardinale Prefetto, ha
approvato le presenti Considerazioni, decise nella Sessione Ordinaria di questa
Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione.
Roma, dalla sede della Congregazione per la
Dottrina della Fede, il 3 giugno 2003, Memoria dei Santi Carlo Lwanga e
Compagni, Martiri.
Joseph Card.
Ratzinger
Prefetto
Angelo
Amato, S.D.B.
Arcivescovo titolare di Sila
Segretario
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