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ELEONORA
(nella estrema desolazione)
Egli è perduto...
EUSTACHIO
Egli!... Gran Dio!...
Perduto!... Che dicesti?... Ah! narra...
ELEONORA
Il pegno
del soave imeneo che a lui mi strinse,
già langue da più dì, che scarso il nudre
cibo malsano, il padre
lo guarda e geme... e volge entro la mente
il pensier di salvarlo...
EUSTACHIO
Ebben?
ELEONORA
Fra l'ombre
della notte ravvolto
nel campo ostil discende
EUSTACHIO
Ahimè! che ascolto!
ELEONORA
Alcun lo scorge...
EUSTACHIO
Io palpito!...
ELEONORA
Suona dell'arme il grido...
EUSTACHIO
Ciel!...
ELEONORA
Di guerrieri innumeri
tutto si copre il lido...
EUSTACHIO
Figlio!...
ELEONORA
Lo incalza un turbine di strali...
EUSTACHIO
Oh, mio terror!...
ELEONORA
E l'infelice...
EUSTACHIO
Acquetati, che t'ode il genitor.
Le fibre, oh Dio! M'investe
orrida man di gelo!...
Trema il terren!... Si veste
per me di lutto il cielo!
D'ogni crudel sciagura
è colma la misura!...
Oh! sventurata patria,
il tuo guerrier perì.
ELEONORA
Fero, mortal periglio
il patrio suol minaccia!...
Egro, languente il figlio
mi stende invan le braccia!...
In tanto acerbo duolo
m'era conforto ei solo...
E quel conforto, ahi misera!
Il fato a me rapì.
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