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NOTTINGHAM
Non venni mai sì mesto
alla regal presenza.
Compio un dover funesto.
(le porge un foglio)
D'Essex è la sentenza.
Tace il ministro, or parla
l'amico in suo favore: grazia.
(Elisabetta gli volge una fiera occhiata)
Potria negarla
d'Elisabetta il core?
ELISABETTA
In questo core è
sculta la sua condanna.
NOTTINGHAM
Oh, detto!...
ELISABETTA
D'una rivale occulta
finor lo accolse il tetto...
Sì, questa notte
istessa ei mi tradia...
NOTTINGHAM
Che dici?...
Calunnia è questa...
ELISABETTA
Oh! cessa...
NOTTINGHAM
Trama de' suoi nemici.
ELISABETTA
No, dubitar non giova...
Al mancar suo fu cólta
irrefragabil prova...
(a questa ricordanza si raddoppia la sua collera,
quindi è per firmare la sentenza)
NOTTINGHAM
Che fai?... Sospendi... Ascolta...
Su lui non piombi il fulmine
dell'ira tua crudele...
Se chieder lice un premio
al mio servir fedele,
quest'uno io chiedo, in lagrime,
prostrato al regio piè.
ELISABETTA
Taci: pietade o grazia
non merta il tracotante...
A fellonia di suddito
perfidia unì di amante...
Muoia; e non sorga un gemito
a domandar mercé.
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