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RAMBALDO
(si avanza mestamente)
Surse il giorno fatal,
né di Maria
novella giunge! Ah, non mentì la voce
che in Roma estinta la dicea!...
(il corso dei suoi pensieri è interrotto da un suono
di pianto; volgesi e resta colpito vivamente nel vedere
una donna prostrata innanzi al ritratto, ed aspersa
di amarissime lagrime)
Chi piange
innanzi a quell'imago
del mio spento signor? Donna, la fronte
solleva. Che!...
MARIA
T'acqueta...
non appellarmi. Per la via segreta,
che sotterranea del castello aggiunge
ogni recesso, io qui traea. Si taccia
un nome d'onta ricoperto. Ahi, padre!
Il tuo rigor dischiuse
a me un abisso, a te l'avello!
RAMBALDO
Ingiusto
il tuo rigor non fu! Vive Corrado
a se medesmo ignoto:
egli nacque da tal, che morte infame
sul patibolo avea.
MARIA
Cielo!... E fia vero!...
RAMBALDO
L'orribile mistero
presso a morir mi disvelava il conte.
Ma dimmi, ov'è colui? Dopo
la notte
che messaggier del padre m'accoglievi
nel veneto giardino, ambo spariste!
MARIA
La mia crudel ferita
perché ricerchi? Ahi, notte!
Cagion tremenda, o forse
pretesto vil d'atrocità sì nera,
che in rimembrarla ancor di morte il gelo
tutta m'agghiaccia!... Un velo
(presa da raccapriccio)
sovr'essa... un velo. Abbandonata io fui,
e del barbaro invan cercai sinora
investigar le ascose
tracce!
RAMBALDO
Ancora
in tempo riedi. Un cenno
del padre tuo...
MARIA
Ne corse
la fama.
RAMBALDO
Giunge di Matilde in breve
lo sposo...
MARIA
E giunga. Me desio non tragge
di terrena grandezza.
Nel domestico tempio a gemer vengo
sul paterno sepolcro, indi m'aspetta
il convento d'Arau.
RAMBALDO
Ciel!... Che dicesti!...
E vuoi fra quelle mura?...
MARIA
La vergogna celar di mia... sciagura.
Sì, del chiostro penitente
cingerò per sempre il velo:
del mio cor la smania ardente
può calmar soltanto il cielo.
Chiederò gemente a Dio
il perdono dell'error...
Sarà tutto il viver mio
un sol pianto di dolor.
Odesi lieta musica.
RAMBALDO
Vien lo sposo!...
MARIA
Dell'Eterno
splenda un riso a questi nodi.
Ove giace il fral paterno
io mi traggo, e poscia... m'odi:
quando avrà la notte oscura
la sua veste in ciel spiegata,
del convento fra le mura,
vieni a trarmi inosservata.
(per partire)
RAMBALDO
Deh! ti cangia... Deh! m'ascolta...
MARIA
(con tono risoluto)
Non conosci ancor Maria?
RAMBALDO
E vivrai colà sepolta
la tua vita?
MARIA
Oh, breve fia.
Se quel crudo rivedrai
che l'avello m'apprestò:
ella è spenta, gli dirai,
ma fedele a te spirò.
Sulla mia tomba gelida
tardi, ed invan pietoso,
nel suo rimorso a piangere
egli verrà talor...
Al suono di quei gemiti
dall'ultimo riposo
fian deste le mie ceneri,
e sentiranno amor!
RAMBALDO
Ove ti tragge, o misera,
un forsennato amor?
(Maria parte)
Qui de' vassalli move
la schiera. Oh, come lenta
procede! Oh, come lo girar degli occhi
è grave! Mal diresti
esser festiva la cagion
che aduna tal gente!
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