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Matilde circondata da' suoi paggi va incontro a
Corrado, che si avanza seguito da Enrico.
CORRADO
Matilde...
MATILDE
(Chi vegg'io!)
(riconoscendo Enrico)
RAMBALDO e CORO
(Corrado!...)
Rambaldo si allontana inosservato.
ENRICO
(Ah! sembra
celeste immago agli occhi miei!...)
CORRADO
Felice
oltre ogni dir son io!
Quanto per me rinserra
di più caro la terra
mi sta dappresso! Mio fratello è questi.
(presentandolo a Matilde)
MATILDE
Egli!... Enrico! Tu dunque sei?...
CORRADO
Corrado Waldorff. Una possente
ragion m'astrinse di celar sinora
qual fossi. A te, Matilde
(ad Enrico)
non era ignota!
ENRICO
Da tremenda pugna
reduce la mia schiera,
dimorò nel villaggio, in cui romiti
giorni traea Matilde. Il suo pensiero
allor fuggìa del basso
mondo!
MATILDE
E vero...
Allor non m'appellava ad altre sorti
del conte il cenno estremo.
CORRADO
Ogn'uom lo ascolti.
IL CANCELLIERE DEL CASTELLO
(leggendo ad alta voce il testamento)
"Del retaggio avito
è l'arbitra Maria.
A lei Matilde raccomando, e sia
primo de' suoi doveri
secondarne la brama, e qual s'addice
a patrizia donzella, e mia nepote,
locarla nobilmente
d'Arau nel chiostro. Pur, se volge l'anno
e mia figlia non riede,
scelga uno sposo, e del mio stato erede
Matilde investo. Il conte
Piero de Rudenz."
CORRADO
Oggi
compie l'anno prefisso.
CORO
(Ahi, dura legge!...)
ENRICO
(Ho sotto il piè l'abisso!)
MATILDE
Di Matilde lo sposo adorato
in Corrado ciascuno rimiri.
CORRADO
Ah! giungesti momento beato
che affrettai con sì lunghi sospiri!
ENRICO
(Io mi perdo!... Fatal gelosia
le mie luci ricopre d'un vel!...)
MATILDE
Al signor che vi dono giurate,
o vassalli, obbedienza e rispetto.
CORRADO
Com'io giuro, e voi tutti ascoltate,
la mia fede, il mio tenero affetto...
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