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Già le orchestre rimbombano in suono giulivo, le danze
già sono incominciate: si vede in ogni dove un gaio
movimento di paggi, dame e cavalieri: molti sono
elegantemente mascherati. Matilde è assisa in mezzo a
lieto corteggio, ed a quando a quando volge d'intorno lo
sguardo inquieto, come in cerca di Corrado. Durante i
balli cantasi il seguente:
CORO
O giovinetta sposa,
soave sei, gentile!
Gentil come la rosa
d'un bel mattin d'aprile,
soave al par di candido
modesto gelsomin:
sei grata più d'un'aura
che spira dal giardin.
Intanto una donna mascherata traversa la scena in fondo,
e mentre l'universale attenzione è rivolta alla danza, entra
rapida e furtiva nella stanza nuziale. Un paggio si
accosta a Matilde, e le parla sommessamente; ella
sorge,
ed accompagnata da alcune dame, si ritira nella stanza
suddetta. Dopo qualche istante Corrado si mostra
sull'alto della scala, circondato dai cavalieri che lo
seguirono alla scena precedente.: le dame escono dalla
stanza di Matilde: tutti si congedano con lo sposo, ed egli
resta solo.
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