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P. Giocondo Pio Lorgna, O.P.
Eucarestia e Santità

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Il Servo di Dio

P. Pio Giocondo Lorgna o.p.


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Nato a Tresana di Massa Carrara il 27 settembre 1870, nel giorno della prima Comunione sentì la voce di Dio che lo chiamava al sacerdozio. A 11 anni entrò nel Seminario di Parma.

 

In pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Rosario di Fontanellato la Vergine gli ispirò la vocazione domenicana. A 19 anni vestì l’abito bianco e nero dei figli di s. Domenico nel convento di Bologna.

 

A 23 anni fu ordinato sacerdote; e pochi anni dopo fu nominato parroco ai SS. Giovanni e Paolo di Venezia, ove morì santamente l’8 luglio 1928.

 

Fondò la Congregazione delle Suore Domenicane della Beata Imelda, che si dedicano all’adorazione e all’apostolato eucaristico e all’educazione cristiana dell’infanzia e della gioventù.

 

 

PREMESSA

 

Quando Suor Domenica, quel giorno, a Fontanellato, mi consegnò il dattiloscritto dei pensieri del Padre fondatore, tratti dalle sue lettere – e quindi inediti – non ero molto convinto d’aver in mano qualcosa di estremamente originale. Ma non osai contrariare la buona e anziana Suora, una delle poche, ormai, che conobbero personalmente il Servo di Dio P. Pio Giocondo Lorgna, fondatore della Congregazione domenicana della B. Imelda.

Mi ricredetti pochi giorni dopo, quando in treno da Bologna a Bolzano, mi accinsi a leggere quella raccolta di pensieri. C’era in essi qualcosa di vigoroso, di autentico, di profondo, se non proprio di originale; erano pensieri usciti di getto dalla penna del Servo di Dio, senza pretese letterarie, ma ricchi di quell’umile sapienza sperimentale dei santi, che vale più della cultura.


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Mi vennero in mente, durante la lettura, le parole dell’antifona di San Domenico: aquam sapientiae propinasti gratis, hai distribuito graziosamente l’acqua della sapienza.

Solo quest’acqua disseta le anime, perché è acqua di sorgente: e la sorgente è Dio.

 

*  *

 

Le lettere dalle quali Suor Domenica ha tratto questi pensieri furono scritte dal Padre, quand’era parroco a Venezia, negli anni che vanno dal 1908 al 1928, anno della sua morte.

Per evidenti ragioni di discrezione vengono qui taciuti i nomi delle destinatarie – in massima parte sue figlie spirituali -, trattandosi di persone vive o il cui ricordo è vivo tuttora.

Questo copioso epistolario si trova presso l’archivio della Casa generalizia in Roma.

Il mio è stato un lavoro molto modesto: ho selezionato e ordinato tutto quel materiale un po’ informe, che Suor Domenica aveva pazientemente raccolto. Ho lasciato cadere alcuni pensieri che avrebbero – a mio giudizioappesantito il lavoro, senza apportare alcunché di nuovo.

Nell’ordinarli ho scoperto subito e facilmente


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il tema centrale, il punto radiante e convergente di tutto quel materiale di pensiero e di vita: l’amore all’Eucarestia. Tutto è visto in quella luce: il fine e i mezzi di santificazione.

Dall’Eucarestia alla santità: ecco il lucido itinerario sul quale, quasi per un moto spontaneo, si allineano questi pensieri, come sparse faville di un unico fuoco.

Si potrebbe chiamare questa, “un’antologia di pensieri eucaristici”, anche se non sempre esplicitamente parlano di Eucarestia; ma di partono e ritornano. Proprio, come le faville staccate dal focolare.

Ma, ripeto, niente di sfavillante o di brillante. E’ una spiritualità solida come il buon pane fatto in casa, quella del Padre: è una testimonianza autentica, è un linguaggio vivo, è vita.

Ordinando questa materia non mia, mi sono permesso di inserire tra i vari gruppi di pensieri, alcune didascalie, per stabilire un collegamento tra di loro, per facilitare la scoperta di un filo conduttore, di un itinerario; e offrire una lettura organica. Con questi commenti, titoli e sottotitoli mi par quasi di aver allestito una “mostra” di santi pensieri, nella quale di mio ci sono soltanto le cornici, i pannelli e la messa in luce. Il resto, cioè, il meglio o il tutto, è di un altro. Spero col mio, per lo meno, di non aver guastato nulla. Il che, avendo a che fare con dei santi, non è poco…

 

*  *

 

Ho fatto molto volentieri questo lavoro con l’amabile scopo di rendere omaggio a un mio illustre confratello e un servizio alla sua Congregazione. Ma è soprattutto per onorare il Dio Vivo del Tabernacolo e dell’Altare con una nuova testimonianza d’amore, che questo piccolo libro è nato. Testimonianza, oggi, divenuta tanto necessaria e attuale, a seguito dell’EnciclicaMysterium Fidei” di Paolo VI.

Se anche solo qualche lettore, religioso o laico, troverà qui nuova esca di eucaristica devozione e di desiderio alla evangelica perfezione, questa “mostra” avrà servito a qualcosa. E lo meriterebbe, più che la mia fatica, l’ardore apostolico del Padre, che per le anime ha scritto questi pensieri, e l’umile filiale pazienza di chi li ha raccolti.

 

P. Enrico-M. Rossetti O.P.

 

 

 

PREMESSA ALLA EDIZIONE

 

Non ho nulla da aggiungere alla seconda edizione, che esce nel primo centenario della nascita del P. Lorgna. Solo un augurio: che la Congregazione, nel suo sincero sforzo di rinnovamento, resti più che mai fedele all’amore al mistero eucaristico del “Dio con noi”.

P. E-M. R.

 

30 agosto 1971, S. Rosa da Lima o.p.

 

 

 

Terza edizione

21 giugno 1992

Festa del Corpus Domini





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