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| P. Giocondo Pio Lorgna, O.P. Eucarestia e Santità IntraText CT - Lettura del testo |
224 Com’è dolce pensare a san Domenico, di cui si legge che non appena ebbe posti i fondamenti dell’Ordine, subito prese il costume di passare le intere notti in chiesa dinanzi a Gesù. Il Santo, sebbene sì sapiente, sentiva il bisogno di essere illuminato dalla incarnata Sapienza, d’essere acceso dalle fiamme dell’infinito Amore; e perciò Gesù era il sospiro del suo cuore, la calamita possente che lo attirava a passare le notti, non potendolo di giorno, accanto a Lui. Imitiamo il suo esempio, e l’opera darà fiori e frutti celesti. (21.8.13)
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225 Mons. Del Corona così scrive accennando a S. Domenico: «Dopo confermato l’Ordine, Egli traeva insonni le notti e versava larga onda di pianto. Tre volte flagellava con implacabile rigore il vergineo suo corpo da far scorrere in terra rivi di sangue. Col sangue delle vene e del cuore irrigò e diede incremento alla cara sua piantagione». Facciamo nostre queste parole; la piccola piantagione
dell’Opera attende la pioggia e la rugiada celeste dei nostri dolori. La croce è sempre fecondissima, purché accettata con soavità, generosità e amore. (9.11.18)
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226 Richiesto al santo Patriarca Domenico dove attingesse quella vena di eloquenza che conquideva e trascinava le anime, rispose: «Dalla carità». E’ l’amore che forma gli apostoli e siccome lui era un vero apostolo, così la carità tutto lo accendeva. Quanto amava il suo Dio! Il suo cuore era sempre rapito in Lui; la mente risplendeva del pensiero di Lui e la volontà non voleva che Lui. E da questo amore così alto, nobile e divino, vedeva tutte le anime e le amava con impeto che lo rendeva capace di tutti i sacrifici e di tutte le immolazioni, pur di illuminarle con la sua predicazione e attirarle a Dio. (4.8.23)
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227 S. Domenico – lo disse egli stesso – studiava sempre il libro della carità e in esso trovava tutto. Noi pure studiando questo libro troveremo tutto, anche il modo di patire e d’immolarci per amore. (20.7.25)
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228 Cantù, il celebre storico, scrive di san Domenico: «Con sete di dolore e di amore pensò san Domenico a formare un nuovo Ordine». Amore e dolore dunque: ecco la preparazione del dolce Padre nostro alla fondazione dell’Ordine suo: amore e dolore dev’essere pure la preparazione di ogni anima eucaristica che desidera glorificare Gesù ed
estendere il suo regno d’amore su tutta la terra. (8.8.1920)
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229 Proponiamoci di coltivare assai la vita contemplativa e attiva di san Domenico e lo spirito di raccoglimento, che è così proprio della santità domenicana. Se si deve attendere all’azione non sia però mai a detrimento della contemplazione: questa sia come l’acqua che si riversa da una conca troppo piena. L’acqua scorre di continuo e la conca non è agitata… rimane sempre uguale, sempre ricolma! (24.5.17)