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P. Giocondo Pio Lorgna, O.P.
Eucarestia e Santità

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Come una nave

 

 

65    Guardiamo l’obbedienza come una nave maestosa e sicura che solca il mare in tempesta. Ciecamente lasciamoci condurre da essa e in essa riposiamo tranquilli, come bimbi dormienti in grembo alla madre. (17.8.11)

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66    L’obbedienza è una fonte preziosissima di virtù ed è l’arma più terribile contro le astuzie e gli assalti di Satana. Per nulla lo Spirito Santo dice che la vittoria è serbata all’uomo obbediente: “Vir oboediens loquetur victoriam”. (27.10.14)

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67    L’obbedienza ci rende cari anche i più umili servizi: pure in essi vi è la divina volontà … E allora che vi ha di più amabile e prezioso per noi? Gesù non appena ebbe posta la sua dimora nel seno immacolato di Maria, subito le ispirò di recarsi dalla cugina Elisabetta per prestarle i più umili servizi


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di casa… E la Madre di Dio compie con gioia il divino volere e, abbassandosi, come diviene grande! (1920)

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68    Quanto è penoso il vedere anime che ripongono la loro gioia e perfezione in ciò che non devono fare e trascurano invece ciò che è loro dovere! Più che la gloria di Dio esse desiderano e cercano di seguire il loro modo di vedere; cercano se stesse e non Iddio e perciò, non essendo buona la loro volontà, non danno gloria a Dio, né possono gustare la pace del cuore. Per noi religiosi la buona volontà è l’obbedienza: ubbidire umilmente, allegramente con prontezza e generosità. (1918)

 

 

Un vero altare

 

 

69    La croce, benedetta dall’obbedienza, è il vero altare su cui si deve immolare un’anima eucaristica. (4.9.15)

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70    L’obbedienza, quale grande virtù! Essa richiede l’immolazione della nostra intelligenza e della nostra volontà. (25.8.1909)

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71    “Lo zelo della nostra vocazione è la morte; la sua bellezza, l’abnegazione accettata; la sua dolcezza, l’oblio di sé nel dolore” (P. Faber). Ebbene tutto questo opera l’obbedienza. E’ l’obbedienza


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che ci fa morire, ci fa accettare l’abnegazione e dimenticarci nel dolore. Questi frutti preziosi produce l’obbedienza in noi stessi! Ci rende ostie, e ce ne tutto lo zelo, la bellezza e la dolcezza! (27.10.1914)

 

 





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