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P. Giocondo Pio Lorgna, O.P.
Lettere collettive alle Imeldine

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36. (21 maggio 1924)

 

Mie buone figlie [di Este].

A mezzo della Madre che ritorna in mezzo a voi per pochi mesi, vi mando un rigo paterno: varie mie corrispondenze sono andate smarrite, almeno questa volta sarà sicuro il semplice scritto.

Vi scrivo col cuore esultante perché essendo stata visitata la Madre scrupolosamente da un vero scienziato pio e dotto, non le fu riscontrato nulla di allarmante; per guarire perfettamente ha solo bisogno di riposo mentale, di nutrimento abbondante e di moto. Come vedete sono queste medicine facili ad aversi e, come assicura il medico, se la Madre le prenderà quanto prima, a misura che farà la cura, si sentirà riavere e, fra qualche mese, potrà riprendere tutto il lavoro di prima. Voi tutte vigilate che la cura proceda bene e col massimo risultato.

Con la venuta della Madre verranno altre due consorelle: immagino la vostra gioia! Come immagino anche la vostra tristezza nel lasciar partire altre consorelle. Così, o mie figlie, è la vita religiosa: dobbiamo essere sempre preparati a tutto; alle cose liete e alle tristi; anzi le tristi devono essere accolte da noi, il più possibile, con vera esultanza perché dove è la croce ivi sempre si trova una sorgente di grandi meriti. E l’anima eucaristica come potrà rifuggire dalla croce mentre Gesù nell’Eucaristia ci parla appunto di immolazione e di sacrificio?

Coraggio dunque, o mie figlie, presso la sorgente di ogni grazia


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e di ogni conforto, imparate ad essere liete ed esultanti e nulla turbi il nostro cuore anche quando Gesù volesse provarci coi regali ripugnanti alla natura, ma dolci all’amore, cioè le croci.

Da Gesù Eucaristia non solo attingete la gioia nello stesso dolore, ma lo zelo vivissimo per le anime. Lavorate, lavorate nel campo che vi ha assegnato o vi assegnerà la divina Provvidenza e conducete a Gesù le anime dei cari bimbi, delle fanciulle e delle giovani: è uno dei campi più belli di lavoro!

La gioia poi del cuore e lo zelo delle anime fioriscano sempre accanto alla rosa dell’amore. Amate Gesù... amatevi vicendevolmente e il vostro amore sia pieno di dolcezza, di pazienza e di compatimento. Se il vostro amore vicendevole non fosse tale, quanto ne soffrireste voi... i superiori e Gesù medesimo!

Gesù benedica voi tutte e mantenga sempre la cara comunità di Este nel pieno fervore della regolare osservanza.

Vostro aff. Padre

Testo in AL VI 274 (13)

 

 

 




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